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Luci e ombre sul Piano Marshall della Regione: "Una mancia per i Comuni amici"

L'inchiesta di Dataroom sugli investimenti (da 3,5 miliardi) del Piano Marshall di Regione Lombardia: più della metà dei fondi ai Comuni del centrodestra

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

Luci e ombre sul “Piano Marshall” di Regione Lombardia, il pacchetto di investimento da 3 miliardi e mezzo (in gran parte opere pubbliche) messi sul piatto dalla giunta capitanata da Attilio Fontana per rispondere alla “crisi” causata dalla pandemia da coronavirus: Milena Gabanelli e Simona Ravizza, nel Dataroom del Corriere della Sera, segnalano in primis un indebitamento trentennale (a partire dal 2022: 38,1 milioni di interessi e 62,8 milioni per la quota capitale) oltre a dubbi sulla programmazione delle opere previste e sulla distribuzione dei fondi stessi.

La prima uscita del Piano Marshall, ricordiamo, risale alla scorsa primavera: allora vennero stanziati i primi 400 milioni, distribuiti a tutti i Comuni lombardi (anche bresciani) in base alla popolazione residente. Lo stanziamento più consistente, da quasi 3 miliardi, risale invece all'estate: e così si comincia a ragionare sugli altri progetti.

Piano Marshall di rilancio o legge-mancia?

“Un po' vengono tirati fuori dai cassetti – scrivono Gabanelli e Ravizza – e un po' raccolti con incontri o telefonate con i possibili beneficiari e 473 sono individuati con 186 ordini del giorno firmati da consiglieri regionali dei partiti di maggioranza. […] E' talmente inusuale – continuano le giornaliste – che, tra le forze stesse della maggioranza, c'è chi ammette che la Regione ha innovato il diritto amministrativo sostituendo le leggi con il metodo della questua. Così il piano di rilancio della Lombardia si trasforma, in larga parte, in una legge-mancia”.

Tra i tanti finanziamenti vengono citati i 2 milioni di euro stanziati per Vezza d'Oglio, il Comune bresciano di Davide Caparini, “potente assessore al Bilancio della Regione”; e ancora, 6,350 milioni per Dalmine, provincia di Bergamo, “il paese dove Claudia Maria Terzi, anche lei assessore regionale, ha fatto il sindaco”; infine Triangolo Lariano, “patria di Fabrizio Turba, sottosegretario regionale: 16,7 milioni per il progetto turistico del Borgo Ospitale”.

Come e dove sono stati erogati i finanziamenti

Le opere e i fondi non mancano, ma come denunciato dall'Anci Lombardia (la sezione nostrana dell'Associazione nazionale comuni italiani) in molti “sono esclusi dalla partecipazione a questa seconda fase di finanziamento di interventi”. E il Dataroom allora fa i conti: “Il dato certo è che su 1.507 Comuni della Lombardia – scrivono ancora Gabanelli e Ravizza – quelli beneficiari degli interventi sono 411, per un totale di 727 milioni di euro. I Comuni in Lombardia sono amministrati per il 39% dal centrodestra, per il 32% dal centrosinistra e per il 29% da liste civiche: a incassare i finanziamenti sono per il 56% quelli di centrodestra, per il 22% quelli di centrosinistra e per il 22% le liste civiche”. Per i 229 Comuni di centrodestra il finanziamento è di 378,226 milioni di euro, che pro-capite significano 153,56 euro; per i 90 Comuni di centrosinistra il finanziamento è di 264,029 milioni, poco più di 99 euro per abitante. 

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