Lunedì, 27 Settembre 2021
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Scarichi in acqua, tra i "malati cronici" d'Italia c'è anche una spiaggia bresciana

Lo scarico della vergogna

C'è anche una spiaggia bresciana tra i 32 “malati cronici” segnalati dalla Goletta di Legambiente: ovvero, i luoghi dove secondo i prelievi della Goletta Verde (per i mari) e della Goletta dei Laghi (per i bacini lacustri) viene rilevato inquinamento da oltre 10 anni. Si tratta della zona alla foce del torrente al porto di Padenghe, tra l'altro risultata “fortemente inquinata” anche nell'ultimo report gardesano della Goletta. Per la cronaca, il monitoraggio si era concluso con tre punti considerati “fortemente inquinati” sulla sponda bresciana (oltre a Padenghe anche la spiaggia delle Rive a Salò e all'Oasi San Francesco di Desenzano) e altri due fuori da limiti sulla sponda veronese, entrambi in territorio di Lazise.

I malati cronici rilevati da Legambiente

I “malati cronici” rilevati da Legambiente si trovano in 13 diverse regioni: in Lombardia c'è anche la foce Rio Bolletta a Porto Ceresio, sull'omonimo lago in provincia di Varese, e nella stessa provincia anche la foce del torrente Boesio a Laveno Mombello e la foce del torrente Bardello a Brebbia, sul lago Maggiore. Sempre sul lago Maggiore, ma sulla sponda piemontese, tra i punti dove l'inquinamento persiste da almeno 10 anni, c'è la foce del torrente Vevera, ad Arona (provincia di Novara).

Sul lago di Bolsena, nel Lazio, si segnala la foce del torrente del parco giochi di Montefiascone, Viterbo, la foce del fiume Marta a Tarquinia (ancora Viterbo), la foce del canale Crocetta a Pomezia, alla foce del Fosso Grande di Arde, del Fosso Zambra a Cerveteri e del Rio Vaccina a Ladispoli, tutti in provincia di Roma, e infine la foce del Rio Santacroce a Formia (Latina). Anche in Campania risultano oltre i limiti da 10 anni la foce del fiume Savone a Mondragone, la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellamare di Stabia, quella del torrente Asa a Pontecagnano Faiano.

Infine, Calabria e Sicilia: nella prima regione la foce del fiume Esaro (Crotone), la spiaggia del canale del castello (Isola di Capo Rizzuto), la foce del torrente Annunziata (Reggio Calabria), la foce del Fiume Messina (San Ferdinando) e del torrente Ruffa (Turriano); per la seconda, invece, la foce del Gattano a Gela e la foce dell'Alcantara tra Calatabiano e Giardini di Naxos.

Il bilancio dei monitoraggi della Goletta

Il bilancio complessivo dei monitoraggi racconta, su un totale di 389 punti campionati, che circa uno su tre è risultato oltre i limiti di legge sulle coste e sui laghi, quindi con presenza fuori norma di batteri come Escherichia coli ed enterococchi intestinali (per dirla brutalmente: batteri da fogna). Peggio ancora la situazione alle foci dei fiumi, risultate inquinate nel 58% dei casi. Le regioni più critiche riguardano Sicilia, Lombardia, Campania, Calabria e Lazio, che da sole generano l'80% del carico complessivo degli agglomerati in infrazione europea.

“Le risorse del Pnrr sono fondamentali per combattere la mala-depurazione – fa sapere Legambiente in una nota – che riguarda 30 milioni di abitanti. L'Italia deve destinare una parte dei fondi europei per completare la rete fognaria, realizzare nuovi depuratori e adeguare quelli esistenti, per tutelare la salute dei cittadini e il turismo”. La “mala-depurazione” e gli scarichi illegali, riferiscono ancora gli ambientalisti, “restano il principale nemico de mare e delle acque interne”.

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