Sabato, 20 Luglio 2024
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Spunta un nuovo gigantesco murales di 80 metri quadrati

L'opera di Davide Tolasi in oratorio

Si è conclusa domenica la tre giorni di festa per celebrare gli 80 anni dell'oratorio Giacinto Gaggia di Verolanuova: per l'occasione è stato svelato il gigantesco murales - da 80 metri quadrati - realizzato dal giovane artista Davide Tolasi. L'opera muraria è stata dipinta sul muro di un'abitazione confinante, ovviamente con l'assenso dei proprietari: è un tributo a San Giovanni Bosco, che diventa sia il protagonista che il regista di un'opera teatrale a lui dedicata e messa in scena proprio nel teatro di Verolanuova. 

Nel disegno di vede un vasto pubblico, abiti di scena, tanti bambini che corrono e si danno da fare dietro le quinte: il murales vuole così essere anche un omaggio e un ricordo ai tanti volontari, agli amici e a tutti coloro che si sono dati da fare per l'oratorio dal 1943 ad oggi, in questi lunghi 80 anni. Domenica è stato svelato anche il nuovo striscione Avis intitolato a Gino Martinelli, uno dei fondatori dell'Avis Verolanuova, scomparso lo scorso anno.

L'oratorio di Verolanuova

L'oratorio di Verolanuova, appunto aperto dal 1943, è intitolato a Giacinto Gaggia, arcivescovo cattolico italiano morto nel 1933 a Brescia - è sepolto al Duomo nuovo - ma nato proprio a Verolanuova nel 1847. L'oratorio, che fa riferimento alla parrocchia di San Lorenzo Martire, nacque dalla volontà di don Francesco Guazzi ancora nel XIX secolo: negli anni '60 dell'Ottocento i bambini del paese venivano ospitati nel giardino della casa del curato. Ma ci sarà da aspettare la prima metà del Novecento affinché veda la luce l'oratorio "moderno", inaugurato il 28 febbraio 1943 dopo circa due anni di lavori, nel decimo anniversario della morte di Gaggia.

Giacinto Gaggia

Giacinto Gaggia, una carriera nella Chiesa, venne ordinato diacono nel 1869, trasferito a Roma per studiare, ordinato sacerdote nel 1870. Tornò a Brescia e nel 1872 fu scelto come curato a Capriolo: divenne insegnante al seminario vescovile, e tra suoi allievi anche tale Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI. Nel 1909 divenne vescovo ausiliario, poi nel 1913 fu nominato vescovo di Brescia: si dice che nei 9 anni del suo mandato abbia fatto visita a più di 380 parrocchie di provincia. Venne infine nominato arcivescovo nel 1930. 

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