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Il paese Covid-free rilancia con le terze dosi: e il sindaco attacca i no-vax

Durissima presa di posizione del sindaco contro i no-vax

E' stata, con orgoglio, la prima località Covid-free della Lombardia: ha resistito per più di sei mesi senza nemmeno un contagio e ora rilancia con un'altra giornata di vaccinazioni di massa, dedicata ai richiami (la terza dose) sia per i vaccinati con Moderna che per chi ha ricevuto le prime due dosi di Pfizer. Siamo a Montisola, un piccolo modello di efficienza nella lotta al coronavirus: è qui che sabato 11 dicembre è stata programmata la giornata di vaccinazione di massa, nella palestra comunale di Siviano (e a domicilio per i soggetti più fragili).

Già vaccinato (con due dosi) il 98% dei residenti

Rimane confermata anche la possibilità, per i cittadini intenzionati ad effettuare la terza dose prima dell'11 dicembre, di prenotare la somministrazione in un centro vaccinale esterno, con le procedure ordinarie. “Un bel regalo di Santa Lucia ai nostri concittadini, con due giorni d'anticipo – fa sapere il sindaco Fiorello Turla – Un obiettivo cercato, voluto e raggiunto grazie al prezioso contributo dell'unità di crisi di Areu Regione Lombardia, dei nostri medici di base compresi i pensionati, infermieri e volontari coordinati da Asst Franciacorta”.

Come da report regionale, il Comune di Montisola ha raggiunto la mirabile quota del 98% di vaccinati con due dosi, tra i primi della provincia di Brescia (e di tutta la Lombardia, e di tutta Italia). Anche per questo la posizione del sindaco Turla è chiara e precisa: “Siamo ostaggio di una minoranza che tiene sotto scacco l'intero sistema Italia, senza rispetto per la maggioranza dei cittadini che si sono vaccinati”, scrive.

Il sindaco Turla durissimo contro i no-vax

“Gente che ha dimenticato troppo in fretta le sofferenze di questo periodo – continua Turla – e non ha rispetto per nessuno e non guarda quello che accade fuori dai nostri confini. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta così come tanti colleghi sindaci per i propri concittadini, perché abbiamo ancora impresso nella mente la perdita di parenti stretti, di amici e di tante vittime di questo nemico invisibile che non molla la presa. Siamo in prima linea da due anni, appesi ai report giornalieri dell'Ats, abbiamo coperto tutti i ruoli per la nostra comunità, all'occorrenza anche psicologi nei momenti di massimo sconforto. Ma ora basta con questi benedetti no-vax, ora più che mai deve passare il messaggio delle istituzioni locali che più siamo, prima vinciamo. Non c'è tempo da perdere”. 

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