Nausea e febbre, rigidità alla testa e alle gambe: i primi sintomi della meningite

Che cos'è la meningite? Quali sono i sintomi? Le risposte del Ministero della Salute alle domande che tutti, in questi giorni, si stanno facendo

Che cos'è la meningite? Come si trasmette? Quali sono i sintomi? Quali sono le fasce più a rischio? Sono solo alcune delle tantissime domande che aleggiano nella mente dei bresciani nelle settimane in cui il temibile batterio meningococco è tornato a riempire le pagine della cronaca, con cinque casi di sepsi (di cui quattro correlabili allo stesso ceppo, il tipo C, e due decessi) in poco più di un mese, tutti concentrati nella zona del Basso Sebino.

L'ultimo bollettino congiunto delle Ats (Agenzie di tutela della salute) di Bergamo e Brescia racconta di oltre 10mila persone vaccinate nei 14 ambulatori straordinari, molti dei quali saranno aperti anche nei prossimi giorni. In provincia di Brescia proseguiranno fino a venerdì pomeriggio le attività dei centri di Paratico e Capriolo, e fino a venerdì 17 gennaio (esclusa la domenica) nella sede vaccinale di Iseo.

I rappresentanti delle forze dell'ordine in transito nei territori interessati verranno vaccinati presso l'accademia della Guardia di Finanza: i carabinieri in servizio sul territorio saranno invece vaccinati nei vari ambulatori. Per quanto riguarda le imprese, per i lavoratori non residenti ma che lavorano nella zona interessata, se le aziende hanno meno di 30 addetti possono recarsi nei centri vaccinali e compilare l'autocertificazione prevista. Al via anche una vasta campagna vaccinale nelle scuole: gli istituti coinvolti sono l'Antonietti di Iseo e il Cfp di Clusane, Falcone e Marzoni a Palazzolo, l'istituto Madonna della Neve di Adro, in un secondo momento anche il Golgi di Rovato.

Che cos'è la meningite

Vediamo ora di rispondere ad alcune delle domande che tengono banco in questi giorni: tutte le informazioni sono comunque disponibili sul sito web del Ministero della Salute. La meningite è un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi): generalmente riconosce una causa infettiva, tuttavia esistono anche forme non infettive. La meningite infettiva può essere causata da virus, batteri, funghi o miceti; quella virale, detta meningite asettica, è la forma più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve in pochi giorni. La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più grave (e come visto, purtroppo, può avere anche conseguenze letali).

Come si trasmette la meningite

La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte. Tuttavia, l'essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia. Per molti agenti patogeni (come meningococco, pneumococco ed emofilo), infatti, è frequente lo stato di portatore, cioè di individuo sano, nel cui faringe risiedono questi batteri, senza alcuna sintomatologia e senza un aumentato rischio di sviluppare la malattia.

I sintomi della malattia

I primi sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre, pallore, fotosensibilità; segni tipici sono la rigidità della nuca e quella all'estensione della gamba. Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente. La meningite e la sepsi meningococca si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore, e la comparsa di petecchie (piccole macchie rossastre o violacee dovute a micro-emorragie dei vasi).

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Come si cura la meningite

Il trattamento deve essere tempestivo. La meningite batterica viene trattata con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo responsabile dell'infezione viene caratterizzato e identificato. Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è appropriata, ma la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto. L’identificazione dell’agente che causa la malattia è importante, sia per orientare la terapia antibiotica del paziente sia per definire la necessità della profilassi dei contatti.

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