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La vittoria di Marcello: malato di Covid, torna a casa dopo 7 mesi in ospedale

Una storia a lieto fine, dopo una sofferenza durata più di 200 giorni

E' tornato a casa dopo 7 mesi di ospedale il 77enne Marcello Leali, falegname in pensione di Prevalle: ha vinto la sua infinita battaglia contro il Covid dopo 201 giorni da ricoverato, tra reparti ordinari, rianimazione e riabilitazione. Il 20 luglio scorso è stato accolto dal suonare delle campane della chiesetta di San Carlo, e dall'applauso di tutto il quartiere: sono tutti scesi in strada per festeggiare la lieta notizia.

I primi sintomi, l'inizio dell'incubo

Ma che sofferenza, racconta Leali: “E' stata come una tortura, non lo auguro a nessuno, nemmeno al più cattivo del mondo”. L'incubo è iniziato il 22 dicembre scorso, con i primi sintomi: in quel periodo la nipotina Carola era già positiva, la figlia Michela no ma comunque in isolamento, il genero Stefano (compagno di Michela) a 38 anni (e sanissimo) era già stato ricoverato in ospedale a Desenzano (ovviamente per conoravirus: tra Covid e rianimazione ci resterà per tre mesi).

Un po' di dissenteria e poi la febbre, la visita a domicilio dell'Usca (l'Unità speciale di continuità assistenziale) e poi la decisione irrevocabile, il 31 dicembre: “Mamma e papà erano in condizioni pietose, non riuscivano ad alzarsi dal letto”, racconta la figlia Cristina, infermiera. Entrambi saranno subito ricoverati a Montichiari: ma se la moglie Rita se la caverà in un paio di settimane, per il marito Marcello purtroppo è solo l'inizio.

La lunga odissea in ospedale

Le sue condizioni peggiorano rapidamente: il 2 gennaio viene trasferito d'urgenza al Civile, e tempo pochi giorni sarà intubato, in coma. “Non ricordo quasi nulla, ma tutto quello che ricordo lo vorrei dimenticare”, continua Marcello Leali. Resterà in rianimazione per 25 giorni: nel mezzo due arresti cardiaci, una lieve ischemia, il rischio di una setticemia. Il peggio è passato, si fa per dire: da qui il trasferimento in terapia sub-intensiva, poi nel reparto di Medicina, dove resterà fino a metà aprile.

Ai primi di marzo viene sottoposto alla Peg, la Gastronomia endoscopica percutanea (ovvero l'alimentazione enterale): “In quel momento, di nuovo, ho avuto paura di morire”, dice ancora il 77enne. Il 13 aprile lascerà finalmente il Civile per essere trasferito alla Domus di Brescia, per la lunga riabilitazione (che continua anche oggi): vi rimarrà per 97 giorni. Fino al 20 luglio, il giorno del ritorno a casa.

Il ritorno a casa, finalmente

“Continuiamo con infermieri e fisioterapisti – raccontano la figlia Michela e la moglie Rita, che insieme a tutti i familiari hanno potuto finalmente riabbracciarlo – e abbiamo dovuto installare il montascale”. Il buon Marcello ha voglia di tornare presto in forma, ma sa che non sarà facile: “Pesavo 94 chili, ora sono 75. Non riesco ancora a camminare, e se mi sforzo mi manca subito il fiato”. La sua battaglia contro gli strascichi del maledetto Covid non è ancora finita. Ma adesso brilla la luce della speranza: “Vogliamo ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori che alla professionalità hanno affiancato un grande cuore – dicono da casa Leali – e allo stesso tempo anche il Comune di Prevalle, che ci ha aiutato tantissimo, non ci ha mai lasciato soli”. E l'invito a vaccinarsi: “Speriamo che il vaccino lo faccia diventare solo un raffreddore”, la chiosa di Marcello.

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