Quando la fabbrica scalda le case: a Lonato è arrivato il teleriscaldamento

Operativo da qualche settimana, il teleriscaldamento di Lonato raggiunge edifici pubblici, aziende e case private: il calore è ricavato direttamente dalle acciaierie Feralpi

Il teleriscaldamento di Lonato adesso c’è, e funziona: è il primo esperimento di questo tipo sul Garda bresciano, e va ad aggiungersi agli oltre 150 milioni di metri cubi di edificato teleriscaldato in tutta la Lombardia, oltre il 200% in più rispetto a vent’anni fa, in un totale di 65 Comuni (tra cui il capoluogo bresciano). Il simbolico taglio del nastro appena prima di Natale: il sistema è in realtà operativo da un paio di settimane, a conclusione di circa tre anni di lavori (compresa la progettazione) e un investimento di oltre 4 milioni di euro, in collaborazione tra il Comune, il Gruppo Feralpi (da cui arriva il calore per scaldare case, aziende e edifici pubblici) e il colosso Engie, multinazionale francese dell’energia con oltre 160mila dipendenti nel mondo.

Il nuovo sistema di teleriscaldamento

Come detto è da qualche settimana che a Lonato è operativo il nuovo sistema di teleriscaldamento. E’ dal 2015 che in Feralpi era stata realizzata una unità di recupero energetico, con produzione di acqua calda per usi sanitari e riscaldamento degli ambienti dei siti industriali Feralpi e Comeca. E’ dal 2016, invece, che si ragiona al teleriscaldamento cittadino: dopo tre anni di lavori l’unità di recupero è stata estesa e adattata anche al territorio cittadino, con una potenza di circa 4 Megawatt termici (MWt) a una temperatura di esercizio di circa 90 gradi, compatibile quindi con la temperatura di una rete di teleriscaldamento.

Il sistema funziona attraverso il recupero del calore prodotto durante il lavoro dell’acciaieria Feralpi, che viene normalmente disperso nei fumi: per intenderci, i fumi in uscita dal forno elettrico possono raggiungere e superare i 1.000 gradi. Quindi tanta, tantissima energia: attualmente i 4MWt dell’unità di recupero possono scaldare fino a 500 unità immobiliari, affiancati da una centrale di back-up da 3MWt. Ma il potenziale è ben più ampio: come riferito dal presidente di Feralpi, Giuseppe Pasini, con il calore prodotto dall’acciaieria sarebbe già oggi possibile riscaldare tutta la città di Lonato, e arrivare anche a scaldare parte di Desenzano.

Dove è già operativo il teleriscaldamento di Lonato

Al 30 novembre 2019 sono state allacciate gran parte delle utenze pubbliche: le scuole (l’Itis Cerebotani, la scuola primaria Don Milani, la scuola secondaria Tarello), i due palazzetti dello sport, i palazzi comunali. A questi si aggiungono alcune abitazioni private in Via Regia Antica, il ristorante Rustichello e l’azienda Bampi. Nelle prossime settimane si prevede l’allaccio delle utenze della Fondazione Madonna del Corlo, le attività lungo Via Molini, il Rising Sun Pub, utenze private in Via Vittorio Veneto e Via Ragazzi del ’99, tra cui anche un condominio.

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Risparmio energetico (e risparmio in bolletta)

Solo l’allacciamento di tutti gli edifici pubblici lonatesi permetterà di risparmiare ogni anno fino a 447 tonnellate di petrolio equivalente, pari a circa 20 autocisterne di combustibile: in termini di anidride carbonica, il progetto porterà a ridurre le emissioni di 1.059 tonnellate di CO2 all’anno, pari a oltre 30mila nuovi alberi. E il risparmio arriverà anche in bolletta: non solo per quanto riguarda gli edifici a carico del Comune, ma pure tra i privati cittadini e le aziende. L’obiettivo, da qui ai prossimi anni, è “decarbonizzare” l’intera città.
 

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