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Domenica, 14 Aprile 2024
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La grande "sete" fa paura: il Garda in crisi, il Po sembra un deserto

L'allarme siccità esteso a tutto il Nord Italia

Inesorabile l'agonia del fiume Po, inarrestabile la crisi del lago di Garda: è il quadro tutt'altro che rassicurante che emerge dall'ultimo report dell'Osservatorio Anbi sulle Risorse idriche pubblicato solo pochi giorni fa. "Prosegue inesorabile, da oltre un anno, l'agonia del fiume Po - si legge - che riduce le portate lungo tutto l'asta e, al rilevamento di Pontelagoscuro, è già vicino alla soglia minima (450 metri cubi al secondo) in grado di contrastare la risalita del cuneo salino". Mentre le piogge stanno (quasi) a zero.

"Si conferma l'impossibilità di un autonomo riequilibrio del sistema idrico - è il verdetto di Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) -. Gli esperti parlano della necessità di 50 giorni consecutivi di pioggia, evenienza certo da non augurarsi per un territorio idrogeologicamente fragile come quello italiano. E' evidente la necessità di realizzare infrastrutture capaci di trattenere le acque di pioggia, creando riserve e rimpinguando le falde".

La "crisi" del lago di Garda

Fra i grandi laghi, continua Anbi, "prosegue la crisi del bacino del Garda, costretto ad essere sacrificato per mantenere la sopravvivenza dell'ecosistema a valle: nonostante le portate di deflusso ridotte al minimo, c'è un saldo negativo di oltre 5 mc al secondo". Il lago continua a far registrare "livelli dimezzati rispetto alla media, permanendo vicino al minimo storico": come riferito dall'Ente regolatore dei grandi laghi, la mattina del 3 aprile il livello si attestava a circa 48,5 cm sopra lo zero idrometrico, a un passo dal minimo storico (45 cm nel 1953). Attualmente il suo riempimento è pari al solo 38%. Sulla stessa linea, purtroppo, degli altri laghi lombardi: il lago d'Idro è al 49,5%, il Maggiore al 44,5%, il lago di Como al 24,7%, il Sebino solo al 22,1%.

Emergenza lungo il fiume Po

Lo stato di emergenza è confermato anche dall'Autorità di Bacino del Fiume Po: "Ogni anno - si legge in una nota - vengono prelevati mediamente, per i diversi usi, circa 25 miliardi di metri cubi d'acqua dal Po, di cui quasi l'80% è destinato agli usi irrigui mentre la restante parte è destinata a soddisfare gli usi industriali e civili. A partire dal 2000 ci sono stati ben 7 anni in cui il bilancio idroclimatico (differenza tra precipitazioni ed evapotraspirazione) del Distretto è risultato fortemente negativo. Nello stesso periodo, soprattutto a causa delle elevate temperature medie, è aumentata la richiesta d'acqua in alcuni settori, in particolare quello agricolo".

La grande "sete" vista dallo spazio

La grande "sete" della Lombardia (e di tutto il Nord Italia) è stata segnalata anche da Copernicus, il programma di osservazione della Terra (dallo spazio) dell'Unione Europea. Il 15 febbraio scorso un satellite Sentinel-2 ha rilevato la gravissima situazione del fiume Po a nord di Voghera (foto sotto). "L'intero Distretto del Po - fanno sapere da Copernicus - è alle prese, per il secondo anno consecutivo, con una grave siccità. Il fiume Po ha già raggiunto i suoi livelli minimi, mai così basso nella storia, a Piacenza e Cremona. Il lago di Garda, la più grande riserva d'acqua in Italia, è a soli pochi centimetri dal suo minimo storico".
Fiume Po: grande "sete" vista dallo spazio

"Mancano 2 miliardi di mc di acqua"

Solo pochi giorni fa anche Regione Lombardia ha lanciato un significativo allarme. Il deficit di acque a livello regionale è ai massimi storici, ovvero: rispetto alle riserve idriche medie del periodo - circa 3,4 miliardi di metri cubi di acqua - attualmente sono disponibili solo 1,4 miliardi di mc di acqua. Mancano dunque all'appello 2 miliardi di mc: se non ci saranno precipitazioni in primavera, sarà inevitabile procedere (come già lo scorso anno) a una gestione "emergenziale", con il posticipo della stagione irrigua. "La situazione rimane difficile - ammette il presidente Attilio Fontana - e l'assenza di precipitazioni continua a non aiutarci".

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