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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Nel lago il tubo degli orrori: scarichi di fogna, carta igienica e assorbenti

Il blitz subacqueo degli attivisti del Wwf

Una sorta di discarica subacquea, non lontano dalla spiaggia, in cui è stato trovato di tutto: al di là dei rifiuti organici, una vasta gamma di rifiuti fognari tra cui assorbenti, carta igienica, panni casa non degradabili, preservativi, ampie tracce di detersivi e altro ancora. Gli attivisti che l'hanno avvistato (e documentato) non hanno esitato nel definirlo “sconvolgente”: si tratta dello scolmatore a lago a largo del Lido di Lonato, quello che dovrebbe essere uno scarico di emergenza e che quindi, appunto, dovrebbe scaricare solo in caso di “piena”. E di certo non dovrebbe rilasciare rifiuti interi, e di quel quantitativo, sui fondali del lago.

“Una grande massa di rifiuti fognari, assorbenti, panni e blocchi di detersivo accatastati all'uscita dello scolmatore a lago – scrive il Wwf Bergamo-Brescia in una nota – E' sconvolgente quello che hanno trovato i nostri subacquei durante un monitoraggio finalizzato alla tutela dell'ecosistema lacustre: è difficile valutare lo spessore della massa, ma per un'area di almeno 25 metri quadrati il fondale è completamente coperto di rifiuti”.

Un esposto a Carabinieri e Guardia Costiera

A far scattare gli accertamenti dei sub del Wwf sarebbero state alcune segnalazioni “che mostravano molti pezzi di detersivo compattato tra i sassi della spiaggia”: si tratta di un lido molto frequentato in estate, e dove in tanti fanno il bagno. I subacquei si sono allora immersi raggiungendo il tubo scolmatore, posizionato a lago a 300 metri dalla riva, e hanno documentato (con foto e video) la grande “discarica”. Immediatamente è stato inoltrato un esposto, sia al Comune di Lonato che ai Carabinieri Forestali che ancora alla Guardia Costiera: “Proseguiranno le indagini degli enti preposti”, la chiosa dei volontari.

Lo scarico a lago (ma solo d'emergenza)

Allo scolmatore finito nel mirino mancherebbe anche una rete di protezione. Si tratta, come detto, di  uno scarico di emergenza: dunque autorizzato a “scaricare” a lago in occasione, ad esempio, di eventi atmosferici eccezionali, ma che non dovrebbe comunque mai sversare rifiuti interi, ma soltanto liquido. Farebbe parte di quella serie di scarichi a lago su cui la Provincia, ancora nel 2017, aveva chiesto interventi di manutenzione (per un totale di oltre mezzo milione di euro dall'alto al basso Garda), tra cui l'installazione di griglie cosiddette “a pettine”, cioè in grado di contenere i rifiuti più grandi, evitando che finiscano nel lago. 

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