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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Riapre il chiosco per l'estate: gestirlo costa quasi 100mila euro l'anno

Pronto a riaprire i battenti dopo l'aggiudicazione

Si è concluso positivamente il bando pubblico per la gestione del mitico bar chiosco La Capannina, di proprietà pubblica, a Pacengo di Lazise sul lungolago delle Guglie. Un piccolo angolo di paradiso, affacciato direttamente sul lago, con annessa spiaggia e spazi verdi. L'immobile è stato affidato alla società A&P slr di Verona, che ha presentato un'offerta più che doppia rispetto alla base d'asta: quest'ultima era stata fissata in 45mila euro l'anno.
L'azienda si è aggiudicata la gestione del locale con un investimento pari a 92.182 euro l'anno, ovvero poco meno di 7.700 euro al mese: la durata della concessione è fissata in 6 anni, dunque il totale dell'investimento supera di poco i 550mila euro. Anche la precedente gestione, affidata nel 2015, era stata fissata in 6 anni.

Il bando e l'aggiudicazione

Alla fine dell'anno, vista la concessione in scadenza, il Comune aveva pubblicato un avviso di manifestazione d'interesse per il bar chiosco di Pacengo, con superficie demaniale di 123 metri quadrati e annesso plateatico (scoperto) con superficie di circa 493 mq, per un totale di oltre 615 mq complessivi. Tempo un mese ed erano pervenute a protocollo ben 18 manifestazioni d'interesse, da parte di altrettante aziende. 

A metà febbraio è stata avviata l'asta pubblica, che si è conclusa il 4 marzo e a cui hanno infine partecipato 7 aziende. L'offerta più ghiotta, come detto, quella della A&P srl che ha presentato un rialzo vicino al +105% sulla base d'asta (più del doppio).

Un altro chiosco vista lago

Sono gli ultimi giorni anche per l'eventuale aggiudicazione dell'ex Salfor di Padenghe, altro luogo cult affacciato sulle spiagge del lago di Garda. Si trova in Via San Cassiano, per anni ha ospitato il ristorante forse tra i più noti per le specialità a base di pesce di lago: i termini per presentare un'offerta sono stati prorogati alla mezzanotte del 21 marzo. Il bando, ricordiamo, prevede un affidamento della durata di 20 anni con un investimento complessivo di oltre 900mila euro, di cui circa 400mila per i lavori di ristrutturazione del locale (ormai abbandonato da anni) e altri 520mila di canone d'affitto, Iva esclusa.

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