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L'isola delle meraviglie: pic-nic sotto le stelle, mostra e visita guidata

Fino al 16 agosto l'Isola del Garda diventa “In Wonder(is)land”, l'isola delle meraviglie ispirata all'Alice di Lewis Carroll

Pic-nic gourmet sotto le stelle - Foto © Bresciatoday.it

Da covo di ladroni, dal tempo dei Romani almeno fino al XIII secolo, a scrigno delle meraviglie e inedito museo a cielo aperto: nel mezzo il monastero dei francescani, lo sfratto di Napoleone, l'occupazione fascista e l'avvicendarsi di ricche famiglie e proprietari. E' la parabola dell'Isola del Garda, a largo di San Felice, che per un altro mese ancora (fino al 16 agosto) sarà un'isola delle meraviglie grazie a “In Wonder(is)land”, evento open air con nove maxi-installazioni artistiche immersive realizzate da Mai Museum (Multimedia Art Innovation) con la partecipazione straordinaria di “Open My Glade”, opera visionaria e interattiva di Pipilotti Rist.

La visita guidata all'isola e alla villa

“In Wonder(is)land” è un viaggio a tappe, un passo alla volta e uno diverso dall'altro. Si parte con una visita guidata all'isola, oggi di proprietà della famiglia Cavazza (alla quinta generazione), con i suoi giardini inglesi e italiani, le palme maiorchine e caraibiche, nel cuore di un rigoglioso parco artificiale (realizzato una trentina d'anni fa): tante storie da raccontare, dentro e fuori la gigantesca villa (con 7 piani e 63 stanze), costruita anche in cemento armato e che negli anni Settanta sul tetto già ospitava i primi pannelli solari. Ci sono ulivi plurisecolari, una dozzina piantati ancora nel XV secolo, e quel che resta della “Pelagra”, l'osteria del personale e dei custodi dell'isola: la memoria ritorna ad Angelo Zanca, che fu l'ultimo custode, fino al 1969, scomparso solo pochi mesi fa.

"In Wonder(is)land", in cerca di Alice

Risalendo la terrazza, aperitivo con vista (e con gusto: scorrono fiumi di rosè Costaripa) e tempo di selfie e panorami, poi cala la sera ed è il tempo della mostra. E' un concept liberamente ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll: “In Wonder(is)land infrange le regole dell'arte tradizionale con arte, luci, colori, musica e natura – spiega Vera Uberti, art director e fondatrice di Mai Museum – liberando l'immaginazione e stimolando i sensi degli ospiti, trasportandoli in una dimensione immaginifica. Le opere outdoor di grandi dimensioni costruiscono uno scenario suggestivo, reso possibile dall'uso di innovative tecnologie digitali: una open air exhibition a fruizione libera e immersiva, in cui il visitatore si gode l'arte inserita armonicamente nel paesaggio circostante”.

Come un viaggio tra i sensi, dal buio si illuminano le luci e si accendono i suoni di una foresta misteriosa: e ancora, moderni fiori hi-tech che si levano da terra tra luci bianche e rosse; le labbra e il volto spalmati sullo schermo (gigante, e oltre un ruscello: attraversarlo sarebbe forse come saltare una casella di “Attraverso lo Specchio e Quello che Alice vi trovò”) di Pipilotti Rist; uno anzi due cerchi immersi nella nebbia e nelle luci, che intorpidiscono la prospettiva di chi ci passa attraverso. Infine una luna rosso sangue, che s'immerge e si riflette in uno stagno.

Un pic-nic gourmet tra le luci del bosco

In tutto questo c'è anche una “live performance”, nel senso che la si vive in prima persona: seduti su cuscini coloratissimi, immersi nei suoni (virtuali) del bosco (reale), a degustare il pic-nic gourmet (anche questo rigorosamente open air) a cura di Bistrot Lago Garuti, new entry dell'estate gardesana al porto di Padenghe. Per raggiungere l'isola il piccolo battello parte dal porto di Portese: l'intera esperienza dura qualche ora, inizia alle 20 e finisce prima di mezzanotte. Il percorso è gratuito (ma senza pic-nic) per i bimbi fino a 4 anni, costa 69 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni e invece 129 euro per ragazzi e adulti (il biglietto standard, a testa): sicuramente non per tutte le tasche, ma per un target medio-alto e per il turista straniero. Comunque, si vive una volta sola: per info e prenotazioni: maimuseum.it.

Quando si risale in barca e l'isola si allontana, c'è già voglia di tornare, di fermarsi ancora un po'. Dopo la scorpacciata visiva (e uditiva), sembra quasi di vederla la piccola Alice, mentre saluta il suo goffo ma gentile Cavaliere Bianco, che “dopo il quarto o quinto capitombolo arrivò alla svolta: e allora lei gli sventolò il fazzoletto, e attese, finché lui non fu sparito alla vista. 'Spero di avergli dato coraggio', disse Alice voltandosi per scendere di corsa la collina: 'E ora l'ultimo ruscello per diventare Regina, che parola grandiosa”. E' (quasi) l'ultimo capitolo di “Attraverso lo Specchio” – il secondo libro di Carroll dedicato ad Alice, forse meno noto ma forse ancora più travolgente – che anticipa la malinconia in realtà sempre nascosta tra le righe, tra un nonsense e un sorriso, un boccolo biondo e un cappellaio matto: “In un Paese delle Meraviglie i bambini giacciono, Sognando mentre i giorni passano, Sognando mentre le estati muoiono; Eternamente scivolando lungo la corrente.. Indugiando nell'aureo bagliore.. Che cosa è la vita, se non un sogno?”.

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