Sabato, 20 Luglio 2024
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La panchina salta, la rabbia di Inzaghi: "Esonerato con una email"

La lunga lettera di Pippo Inzaghi dedicata ai tifosi del Brescia

Ormai è ufficiale: Eugenio Corini è il nuovo allenatore del Brescia dopo l'esonero di Pippo Inzaghi. I nervi erano tesi da tempo tra il mister e il presidente Massimo Cellino: fatale il pareggio a Pordenone contro l'ultima in classifica. Corini intanto è già stato presentato alla stampa: “Era l'occasione che cercavo – ha dichiarato – Volevo rientrare in una squadre che potesse vincere il campionato e il Brescia ha tutto per farlo. Il mio percorso qui non era ancora finito. L'ambizione è quella di tornare nella categoria che avevo lasciato”.

Nel frattempo Pippo Inzaghi ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In una lunga nota, dedicata ai tifosi del Brescia, l'ex centravanti di Juventus e Milan ha spiegato del suo “enorme rammarico” per l'esonero, “comunicato con una fredda email senza nemmeno una telefonata”.

La lettera di Pippo Inzaghi

“Nove mesi fa sono arrivato a Brescia carico di voglia di fare – scrive Inzaghi nella lettera pubblicata anche sui social – di ritornare in una piazza calda per costruire qualcosa di bello, in due anni di progetto. Mi era stato chiesto un consolidamento della squadra in Serie B, con un sogno playoff: da qui era nato l'impegno della società a non esonerarmi qualora la squadra fosse rimasta tra le prime otto, ad evidenziare che si fosse raggiunto quell'obiettivo nulla avrebbe potuto togliermi il posto”.

Il riferimento è alla clausola che avrebbe già stoppato un primo esonero, solo poche settimane fa: ma nulla ha potuto in questa circostanza, nonostante il Brescia sia al quinto posto a 5 punti dalla capolista. “Sono stati mesi di costruzione e duro lavoro, di conquiste e inaspettati primi posti – continua Inzaghi – Tra me e la città è stato subito amore: calorosa, discreta e mai caotica, mi ha accolto come una famiglia. A Brescia è nato mio figlio e qui staremo per un po'”.

Il rammarico per l'esonero

Il testo prosegue con il “rammarico enorme” per l'esonero via mail, ma con qualche bel ricordo: “Lascio un gruppo splendido che mi sono sudato, lascio un treno in corsa che non avrei mai voluto lasciare, ma soprattutto lascio un pezzo di me ad ognuno dei miei giocatore, che spero si ricorderanno che il calcio si basa sul rispetto, sulla professionalità, sull'appartenenza e sull'amore verso questo sport. Mi sarebbe piaciuto divertirmi e arrivare fino in fondo a questo anno incredibile. Ma si sa, anche questo il calcio, fatto di alti, bassi e di colpi di scena”. Finisce così l'avventura di Superpippo, che però conclude con una chiosa, una riflessione – spiega – “che verrà approfondita nelle sedi competenti”.

Ovvero: “Seppur privilegiati – scrive ancora Inzaghi – anche noi sportivi siamo dei lavoratori, soggetti ad obblighi, doveri e diritti. Sottoscriviamo contratti di lavoro come chiunque, che prevedono diritti e doveri. Trovo assurdo che in Italia le alte cariche dello sport non assumano responsabilità per tutelare gli impegni contrattuali, scaricandole da una persona all'altra”. Infine, l'abbraccio ai tifosi: “Grazie di tutto Brescia, grazie a tutti voi bresciani”.

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