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Sul colle di Gussago splende la Santissima: storia e futuro dell'ex convento

Un pezzo di storia bresciana che non tutti conoscono: parliamo della Santissima, dal 2010 di proprietà del Comune di Gussago

Non c'è solo il castello di Brescia tra i “Luoghi del cuore” del Fai, il Fondo ambiente italiano, tra l'altro al terzo posto in Italia: nella top 100 dei preferiti dagli italiani si è piazzato, più o meno a metà classifica, anche il complesso monastico della Santissima di Gussago, per cui già si lavora a interventi di recupero e conservazione (per un totale di circa 670mila euro) a cui è possibile contribuire con il meccanismo dell'Art Bonus (a questo link tutte le info su eventuali donazioni liberali).

Posto sul colle denominato Barbisone, a dominio dell'abitato di Gussago, fin dal medioevo l'ex complesso domenicano della Santissima caratterizza il paesaggio di questo lembo di Franciacorta. L'esistenza di una chiesa rurale sul monte Barbisone è attestata da un'indulgenza firmata nel 1460 da papa Pio II, informato che i gussaghesi si erano rimboccati le maniche per restaurare la piccola chiesa posta sul colle.

La (lunga) storia della Santissima di Gussago

Ma è dalla primavera del 1479 che la “ecclesia Sanctissimae Trinitatis de Guzago” è affidata all'ordine dei frati domenicani, che costruirono il convento e i locali per i contadini. Per più di tre secoli il convento funzionava sia come “presenza” religiosa che come centro di rifornimento. Analizzando la struttura della chiesa si suppone l'esistenza di un edificio romanico, costituito da un'unica navata, poi modificato dagli interventi dei domenicani. 

In seguito alla “rivoluzione” del 1797, quando Brescia lasciò la Serenissima, il convento venne assegnato all'ospedale maggiore di Brescia. La Santissima venne poi messa in vendita e poi acquistata, nel 1823, da Giovanbattista Gigola. Quest'ultimo diede incarico al Vantini di trasformare l'austero convento in un fabbricato dalle caratteristiche ottocentesche. Nella seconda metà del XIX secolo venne infine acquistata da Paolo Richiedei, che nel suo testamento legherà il castello all'Opera Pia, disponendo l'edificazione di un ospedale e di una casa di ricovero a Gussago, appunto ai piedi della Santissima.

Dal Novecento ai giorni nostri

La storia continua anche nel Novecento. Durante la guerra, l'immobile ospitava famiglie di sfollati. In seguito, fino agli anni Sessanta, era abitato da famiglie di piccoli agricoltori. Lo stabile venne poi abbandonato per lungo tempo, almeno fino agli anni Novanta. Ma da quel momento è cominciata una lunga “carriera” di restauri e ristrutturazioni, l'apertura al pubblico – le prime visite guidate nel 1994 – e ulteriori inaugurazioni, la riscoperta della Pasquetta nei prati circostanti, fino all'istituzione del Parco della Santissima, nel 2006.

Dal 2010 la Santissima è di proprietà del Comune di Gussago. La sua manutenzione ordinaria prosegue anno dopo anno, grazie al lavoro del locale Gruppo Sentieri. Dal 2016 i volontari hanno iniziato il lavoro di ricostruzione degli antichi muri a secco del parco esterno, riportando alla luce i due bastioni in pietra che ora sono illuminati con luci a led. L'obiettivo dell'amministrazione comunale, si legge ancora su Art Bonus, è quello di poter utilizzare l'antica chiesa come sala polifunzionale, destinata a conferenze, eventi (anche enogastronomici) e mostre. 

Il progetto di recupero

Nel “piano” di recupero si prevede il rifacimento della copertura della chiesa, per 230mila euro, la sistemazione della chiesa e dei locali annessi a nord (195mila), il recupero degli affreschi del presbiterio e della chiesa stessa (altri 100mila euro), infine un intervento sul tetto dell'edificio ex convento (130mila), oltre a varie opere di urbanizzazione e servizi vari. Al di là del Covid, il sito al momento è chiuso al pubblico e aperto solo a Pasquetta e in occasioni particolari. Ma entro il 2021 dovrebbe tornare (in gran parte) fruibile, come già lo è il parco.

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