In Franciacorta una Concert Hall tra le più grandi del mondo: costerà 130 milioni

Con il passare dei giorni emergono sempre nuovi dettagli sul maxi-progetto (da 130 milioni di euro) per la Franciacorta Concert Hall: sarà tra le più grandi del mondo

Sarà più grande della Scala di Milano, o della Sidney Opera House (in foto) in Australia (tre volte più grande): in grado di tenere testa ai teatri più grandi del mondo. Il dado è tratto? A Erbusco si ragiona alla realizzazione di una maxi-concert hall da oltre 6.300 posti, a cui saranno affiancati un teatro (da circa 450 posti), un albergo da 90 stanze (per artisti e non solo), un museo, una decina di bar e ristoranti. Investimento previsto: tra i 120 e i 130 milioni di euro.

E' questo, a grandi linee, quanto emerso fino ad oggi in merito al progetto della nuova Franciacorta Concert Hall, che intanto ha già un sito web e pagine social: da un'idea del maestro Emiliano Facchetti, fondatore dell'Orchestra filarmonica locale, subito sposata dalla Moretti Spa, una delle più grandi aziende bresciane (e lombarde) del settore dell'edilizia, il nuovo teatro da fare invidia a Londra e New York dovrebbe sorgere nell'area al momento vuota di fianco al centro commerciale Le Porte Franche.

Maxi-progetto, maxi-investimento

L'area interessata dall'opera è di oltre 50mila metri quadrati: parte di questa, come da Pgt, è già destinata a “servizi”, l'altra invece è una zona agricola di salvaguardia. Ci saranno dunque delle inevitabili modifiche al Piano urbanistico. Questo, in sintesi, il maxi-progetto: la nuova Concert Hall potrà ospitare fino a 6.381 spettatori, tutti seduti. Come detto, più grande della Scala ma pure della Città della Musica di Roma, ai livelli della Royal Albert Hall di Londra.

A fianco della concert hall, un teatro da 450 posti (per concerti ed eventi di portata ridotta, ma pure convegni e incontri), un museo dedicato a Luca Marenzio, compositore, cantore e liutista italiano del XVI secolo, nato e cresciuto a Coccaglio, una decina di bar, ristoranti e locali, un hotel da 90 camere, un istituto musicale che si occuperà di formare e sfornare giovani talenti, ma che sarà anche la sede dell'orchestra e del corpo di ballo che saranno arruolati ad hoc per il funzionamento del teatro.

Il parere del consiglio comunale

Presto per dire come andrà. Ma intanto anche il consiglio comunale ha approvato, alla fine di novembre, un atto di indirizzo che ha il peso, comunque, di un parere favorevole all'opera. Nel documento si elencano i punti fermi che il costruttore dovrà rispettare: dalla riqualificazione viaria alla valorizzazione dei ritrovamenti archeologici, sviluppo occupazionale e tutela ambientale.

Certo un'opera come questa avrà bisogno di tanti e ulteriori passaggi: dalla Provincia alla Regione passando per la Soprintendenza. Ma intanto circolano le prime voci, le prime date. Pare che l'obiettivo sia quello di aprire entro i prossimi tre anni: dunque il primo spettacolo potrebbe andare in scena già prima della fine del 2023.

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Le perplessità degli ambientalisti

Da tempo si discute del progetto, da tempo non mancano le perplessità di residenti e ambientalisti. Nello specifico, è il comitato No Pf2 che più di tutti tiene alta l'attenzione: “A seguito delle prime indiscrezioni – si legge – l'azienda ha già dichiarato che il progetto è del tutto modificabile. Sospettiamo quindi che l'opzione interesse pubblico tramite teatro e scuola di musica fosse l'unica strada percorribile per ottenere le volumetrie”. Gli ambientalisti fanno notare poi che per “sostenersi economicamente” la futura concert hall avrà bisogno di almeno 800mila spettatori l'anno. Sul tema anche Rifondazione Comunista di sta muovendo: proprio in queste ore è stato convocato un incontro per contestare quella che è stata definita come “l'ennesima speculazione edilizia”.

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