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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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Un'intera famiglia sterminata: il castello bresciano avvolto nel mistero

Un'intera famiglia sterminata la notte di Natale

La sanguinosa lotta tra guelfi e ghibellini non fu solo questione toscana, insomma da Dante Alighieri e dintorni: anche in Valcamonica la diatriba "politica" del tempo ha lasciato segni indelebili nella storia e nella memoria. Per chi non lo sapesse: i guelfi, storicamente sostenitori dei gruppi di potere bavaresi e sassoni, furono identificati nei sostenitori del papa; i ghibellini, invece, dalle origini sveve si dedicarono alla "causa" imperiale di Federico Barbarossa.

In particolare c'è una storia che si tramanda nei secoli dei secoli, nota come "eccidio di Lozio" o "strage di Natale" e che si sarebbe compiuta nel 1410 nel castello di Lozio, i cui resti oggi sono tra i "Luoghi del cuore" del Fai, il Fondo Ambiente Italiano: oggi di proprietà comunale, il maniero ai tempi era di proprietà della famiglia Nobili, eccettuato il periodo intercorso tra l'eccidio del 1410 (quando la famiglia venne sterminata e la rocca passò alla famiglia Federici) e la restituzione veneta del 1428.

Piccola premessa storica

La famiglia Nobili è di parte guelfa, quella Federici di parte ghibellina: nel 1403 i guelfi espugnarono Brescia sotto la guida di Pandolfo Malatesta, con il sostegno dei Nobili, che negli anni a seguire cercherà di estendere la sua influenza anche sulla Valcamonica. Ma la situazione si ribalta: come riportato da Brescia Genealogia, anche i Federici si sottomettono al Malatesta, e invece i Nobili sembrano resistere alle lusinghe del nuovo "signore" di Brescia. Sarà proprio Pandolfo a intimare a Baroncino Nobili - tra i protagonisti della "presa" della Leonessa - di cessare ogni atto ostile nei confronti del suo nuovo suddito.

La "strage di Natale"

Ma le continue incursioni dei Nobili, si legge ancora su Brescia Genealogia, "saranno infine sistemate direttamente dalla famiglia Federici che decide di arrivare ad un'implacabile resa dei conti". Tra storia e leggenda, il massacro si compirà la sera del 25 dicembre 1410: "Risolsero con l'attaccare la famiglia quando sarebbe stata più vulnerabile, sapendo che i Nobili si sarebbero riuniti per le festività natalizie nella sottostante frazione di Villa". I fratelli Giovanni e Gerardo Federici unirono le forze e, si narra, deviarono il corso di un rio allagando le strade e le vie di fuga della località: "Strade che col gelo si sarebbero ghiacciate rendendo impossibile ogni via di fuga. Vero o no questo dettaglio, tutti i Nobili vennero massacrati". 

Da qui la leggenda della "strage di Natale". Gli unici a salvarsi dalla strage, perché in quel momento impegnati a studiare a Bergamo, furono Bartolomeo e Pietro Nobili: a loro verrà riconsegnato il castello nel 1428, a seguito del reinsediamento voluto dalla Repubblica di Venezia.

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