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Parroco canta nell'omelia, arriva la telefonata di Gianni Morandi (e le telecamere)

Prima star dei social, poi anche in televisione: così don Matteo ha conquistato Sanremo

Si chiama Matteo Selmo: originario di Ca' di David, provincia di Verona, oggi è il giovane parroco di Lonato del Garda. In questi giorni è diventato una star grazie ai social: le sue omelie “sanremesi”, pubblicate sul suo profilo Instagram sono diventate virali anche su TikTok e Facebook e rilanciate (e commentate) sia da Blanco che da Gianni Morandi. Il motivo? Dal pulpito ha citato, anzi cantato Blanco e Mahmood, per proseguire poi con Elisa e ancora con Gianni Morandi. Tutto vero: dai “Brividi” della coppia vincitrice del Festival di Sanremo al ritornello di “Apri tutte le porte” del Morandi nazionale.

Le omelie (virali) di don Matteo

Don Matteo racconta di aver voluto reinterpretare le parole delle canzoni in quanto portatrici (involontarie) di messaggi di fede. “E allora il signore si aggiunge a San Pietro e San Remo, che ci cantano Gianni Morandi: stai andando forte, apri tutte le porte, gioca tutte le carte e fai entrare il sole”, le parole del prete nell'ultima omelia pubblicata su Instagram (e poi postata su Facebook anche da Morandi).

Solo poco prima don Matteo aveva fatto il “botto” anche con Blanco e Mahmood, citando la loro “Brividi”. Il video, anche questo pubblicato su Instagram, era stato avvistato anche dal giovane Riccardo Fabbriconi: “Ho trovato questo video incredibile – ha detto Blanco a Rtl 102.5 – dove c'è un prete in chiesa che canta la nostra canzone, e poi fa tutto un viaggio.. Incredibile, bellissimo”.

I "Brividi" dal pulpito della chiesa

“Immagino San Pietro che incontra San Remo, e si scambiano qualche parola – recita don Matteo dall'altare della Basilica di Lonato – San Remo dice a San Pietro: hai sentito ieri chi ha vinto? E vincono con queste parole, ti vorrei amare ma sbaglio sempre, e mi vengono i brividi. Chissà cosa pensava San Pietro, forse i brividi di quel primo istante, quando ha incontrato Gesù. E ti vorrei amare Gesù, ma sbaglio sempre: è la vita di Pietro, che assomiglia tanto alla nostra. Voglia di spaccare il mondo, di fare cose eccezionali, voglia di amare: e c'è quel brivido che ci riporta a lui, il primo sguardo, il primo gesto. Le mani tese della mamma, appena usciti dal suo grembo: già lì in quel brivido, in quell'emozione c'era già l'amore di Dio per te”. Insomma, dice il parroco, “Gesù è un gran figo”.

La Chiesa e il Festival di Sanremo

E' la Chiesa che prova a tenere il passo coi tempi, e lo fa con tanto di hashtag su Instagram: #festivaldisanremo, #vangelodelgiorno, #jesus e pure #mahmood e #blanco. In queste ore don Matteo è già stato contattato da Gianni Morandi, che gli ha telefonato per ringraziarlo. E allo stesso tempo travolto da interviste e telecamere: le ultime in ordine di tempo, lunedì sera, quelle del Tg1 e del Tg3, poco prima anche Studio Aperto (su Italia 1). 

Non è il primo parroco gardesano che parla di Sanremo. Ancora nel pieno del Festival, fu don Giovanni Berti – noto come Gioba per la sua attività da fumettista – a intervenire sull'esibizione di Achille Lauro, che sul palco dell'Ariston aveva simulato un battesimo scatenando le ire del vescovo di Sanremo. “Ci scandalizziamo immediatamente come difensori del battesimo – ha scritto Berti – dimenticando che il gesto non lo ha inventato la Chiesa ma esisteva già da prima”.

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