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Quando il Made in Brescia spacca il mondo: export da record a 22,3 miliardi

Record di sempre per l'export bresciano

Export bresciano da record nel 2022: vendite all'estero per 22,317 miliardi, in crescita del 17,6% rispetto al 2021 (che già era stato anno record sul fronte delle esportazioni). Un risultato su cui incidono, in particolare, i livelli elevati dei prezzi delle materie prime industriali e la buona performance del commercio internazionale (+3,2% sul 2021), oltre al dinamismo mostrato dall'industria locale. Non solo: sono in forte crescita anche le importazioni (+24,4%), passate dagli 11,5 miliardi del 2021 ai 14,3 miliardi dello scorso anno: il saldo commerciale è positivo per circa 8 miliardi di euro.

Cosa vendono le aziende bresciane

Sono questi i dati sull'export bresciano resi noti dai centri studi di Confindustria e Confapi Brescia, le confederazioni degli industriali e della piccola e media industria: numeri che sono sintomo di un'economia in salute. Per quanto riguardo il solo quarto trimestre 2022, l'export nostrano - pari a 5,445 miliardi di euro - evidenzia una crescita dell'8,3% sullo stesso periodo del 2021: si tratta del miglior quarto trimestre, in termini monetari, da quando è disponibile la serie storica.

Ma cosa vendono le aziende bresciane all'estero? Tra i beni esportati, i più dinamici nel 2022 risultano essere: prodotti alimentari e bevande (+24%); metallurgia (+23,7%); prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+20,8%). Questi invece i mercati di destinazione dove la crescita è stata più consistente: Germania (+20,9%), Stati Uniti (+29,4%), Brasile (+35,8%) e India (+56,1%). In controtendenza, invece, le vendite verso Russia (-8,7%) e Cina (-18,2%).

I mercati preferiti delle aziende nostrane

In termini assoluti, l'Unione Europea continua a essere il mercato privilegiato di beni e servizi bresciani: affari per 14,5 miliardi di euro, il 65% del totale, in crescita del 18% rispetto all'anno precedente. L'export nei Paesi non Ue si ferma a 2,7 miliardi (+16,5%): buona la performance verso l'America del Nord, area nella quale le esportazioni sfiorano gli 1,9 miliardi e sono in crescita di oltre il 29%. Vale la stessa cifra (1,9 miliardi) anche l'export verso l'Asia, comunque in crescita dell'8,7% nonostante la contrazione delle vendite in Cina: 603 milioni il valore dell'export per America centrale e del Sud, 516 milioni per l'Africa, 173 milioni verso l'Oceania. Sul fronte delle importazioni, solo la Russia si caratterizza per una dinamica negativa (-36,4%), mentre le variazioni più elevate si registrano dai prodotti in arrivo dalla Cina (+51,6%), India (+34,5%), Brasile (+50,8%) e Germania (+17,7%).

Le riflessioni degli industriali

"Se il rialzo delle materie prime incide certamente sulle dinamiche record dell'export bresciano, è però altrettanto vero che il nostro sistema produttivo continua a dimostrarsi fortemente competitivo oltre i confini nazionali, grazie alla sua capacità di innovare e al suo know how", commenta Mario Gnutti, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega all'Internazionalizzazione. "Ancora una volta - sottolinea invece Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia - Brescia archivia un risultato di grande valore per le sue imprese, seppur con numeri in parte dopati dall'inflazione e influenzati dall'aumento delle importazioni: una cosa che evidenzia la necessità di una riflessione profonda e azioni concrete per cercare di ridurre la nostra dipendenza da fonti energetiche esterne".

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