Viaggiare ai tempi del coronavirus: tutti i Paesi vietati agli italiani

Quali sono i Paesi del mondo che vietano l'accesso agli italiani nei giorni dell'emergenza coronavirus? Tutto quello che c'è da sapere per chi viaggia

Petra, Giordania

Emergenza coronavirus: sono questi i giorni in cui, per la prima volta dall'inizio dell'epidemia, si contano più nuovi contagi nel mondo che in Cina. Gli ultimi dati disponibili, aggiornati al tardo pomeriggio di giovedì 27 febbraio, segnalano 82.549 casi accertati in tutto il pianeta (a questo link la mappa aggiornata in tempo reale), di cui 78.497 in Cina (il 95%) e 1.766 in Corea del Sud, 528 in Italia (di cui 403 in Lombardia, oltre il 76%), 245 in Iran, 189 in Giappone, 93 a Singapore, 92 a Hong Kong, 60 negli Stati Uniti.

Ma che succede agli italiani (e bresciani) che in questo periodo decidono di fare un viaggio all'estero, per lavoro o per vacanza? Il sito ufficiale da consultare per verificare se un Paese è a rischio è viaggiaresicuri.it del Ministero degli Esteri, che viene costantemente aggiornato sulle nuove restrizioni che i singoli Paesi esteri hanno deciso di applicare ai viaggiatori provenienti dall’Italia. Sul sito è presente la sezione “Cerca Paese” corredata dalle informazioni specifiche circa un’eventuale limitazione all’accesso degli italiani. 

In questo momento, alcuni Paesi hanno predisposto un periodo di quarantena per chi viaggia dall’Italia: nello specifico si tratta di Regno Unito, Romania, Malta, Israele, Polonia, Emirati Arabi, India e Croazia. Ci sono poi alcuni Stati nei quali non è al momento consentito l’ingresso degli italiani. Il portale SosTariffe.it ha predisposto una guida utile per tutti coloro che dovessero viaggiare in questo periodo.

Dove è bloccato l’ingresso a chi proviene dall’Italia

Chi ha prenotato un viaggio in Paesi come Giordania, Iraq, Turkmenistan, El Salvador, le isole Seychelles, le Mauritius e il Kuwait non potrà partire in quanto è stato vietato l’accesso ai cittadini italiani. Per quanto riguarda i rimborsi, saranno possibili se previsti dalla propria assicurazione viaggio o in base alle condizioni della singola compagnia aerea. Per i viaggi la cui destinazione è una “zona rossa” per contagio da coronavirus è previsto sia l’annullamento sia il rimborso per motivi di sicurezza.

Chi atterra a Pechino da Paesi che sono stati colpiti dal Coronavirus è tenuto a 14 giorni di auto-quarantena, in modo tale da evitare un’epidemia di ritorno. La Russia consiglia ai propri cittadini di non fare viaggi in Italia, Corea del Sud e Iran, ma non ha imposto alcun divieto. Lo stesso è stato consigliato dalle autorità dell’Arabia Saudita.

La situazione in Europa

Non è stata impedita la mobilità da e verso i 27 Paesi dell’Unione europea, come confermato dal Ministero degli Affari Ue Vincenzo Amendola. Il Regno Unito ha imposto l’auto-quarantena per tutti i soggetti che prevengano dai luoghi di maggiore diffusione del virus, le cosiddette “zone rosse” anche in assenza di sintomi, mentre chi viaggia dal resto dell’Italia settentrionale sarà tenuto a farlo in presenza di sintomi.

In Olanda è stato ordinato di non andare nei comuni italiani che rappresentano il focolaio del Coronavirus, né a Roma e in Lazio. La Francia ha mandato a casa i bambini e i ragazzi che sono stati in gita in Lombardia o Veneto negli ultimi 14 giorni e ha previsto dei controlli sui treni francesi della linea Parigi-Milano. Nessuna limitazione da parte della Germania, mentre a Praga vengono controllati in aeroporto i passeggeri che provengono dall’Italia e la compagnia nazionale bulgara, Bulgarian Air, ha annullato tutti i voli da e per Milano, fino al 27 marzo, per i quali è previsto il rimborso totale.

Zone rosse e zone gialle in Italia

Le zone rosse, ovvero i focolai dai quali è partita la diffusione del coronavirus in Italia sono in totale 11. Si tratta dei Comuni lombardi di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e del Comune di Vo’ Euganeo, in Veneto. Le zone gialle, ovvero quelle che non costituiscono il centro del focolaio, ma sono comunque più a rischio, sono le aree di Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Alle zone rosse vengono applicati alcuni divieti di accesso e di allontanamento tramite il presidio da parte delle forze dell’ordine in diversi check-point. Chi è stato nelle zone rosse negli ultimi 14 giorni è tenuto a comunicarlo all’ASL che disporrà la “sorveglianza sanitaria” e “l’isolamento fiduciario”. Non sono previste limitazioni di alcun tipo per chi si sposta in Italia.

Prenotare un viaggio e partire: consigli utili

Prenotare un viaggio in questo periodo è possibile: si consiglia di farlo attivando un’assicurazione viaggio che preveda il rimborso in caso di cancellazione, ipotesi molto plausibile dato il momento storico, e la copertura di eventuali spese mediche. Prima di partire per l’estero è bene controllare la sicurezza del luogo di destinazione sul sito viaggiaresicuri.it, assicurandosi di avere a propria disposizione i riferimenti per contattare le autorità italiane dall’estero.

Chi viaggia in treno, aereo, macchina e qualsiasi altro mezzo deve prestare più attenzione del solito al rispetto delle normali norme igienico-sanitarie, cercando soprattutto di lavarsi le mani più spesso e di mettere il gomito davanti alla bocca in caso di tosse o starnuto, considerato che non sono in vigore limitazioni per gli spostamenti sul territorio nazionale, ad eccezione della “zona rossa”.

Cosa fare se si manifestano sintomi influenzali

Prima di tutto, è consigliato di non intasare i numeri dedicati all’emergenza alla comparsa del primo colpo di tosse, in quanto ci troviamo anche nel periodo di maggiore diffusione dell’influenza stagionale. Nel caso di comparsa di sintomi influenzali, ovvero febbre, mal di gola, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie bisogna evitare di recarsi in ospedale o al pronto soccorso per prevenire una possibile diffusione.

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Se si sta per partire all’estero, si può contattare l’autorità italiana competente e il servizio sanitario locale. In caso di viaggi in Italia, bisogna rivolgersi al proprio medico di base, contattandolo telefonicamente, e ai numeri nazionali 1500 e 112. Ogni regione italiana ha comunque messo a disposizione un numero verde regionale, in Lombardia 800 894545, al quale rivolgersi in caso di necessità, che è disponibile sul sito del Ministero della Salute.

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