Coronavirus: 95% dei morti bresciani ha più di 61 anni, il più giovane è un 31enne

La prima vera caratterizzazione anagrafica (sulla base dell’età) dei 7.593 decessi in Lombardia dall’inizio dell’epidemia al 1 aprile scorso: a Brescia 1.521 morti, oltre il 95% aveva più di 61 anni

E’ di 7.593 vittime il tragico bilancio di tutta la Lombardia dall’inizio della crisi Covid-19 fino al 1 aprile scorso: è Bergamo la provincia più colpita, con 2.142 decessi accertati, seguita da Brescia (1.521), Milano (1.218) e Cremona (605). Sulla base dei dati raccolti dalla Regione è stato possibile elaborare la prima vera caratterizzazione anagrafica (in base all’età) dei decessi lombardi: ne emerge uno schema che a grandi linee rispetta i “movimenti” del Coronavirus anche su base internazionale. In particolare, le vittime sono soprattutto uomini (5.322 contro 2.271 donne, circa il 70%) e soprattutto anziani: sono 107 i morti fino a 50 anni, l’1,41%, 314 i morti da 51 a 60 anni (il 4,13%), 1.082 da 61 a 70 anni (il 14,25%), 2.962 da 71 a 80 anni (il 39,01%), 2.698 da 81 a 90 anni (il 35,53%) e 429 dai 91 anni in su (il 5,65%).

Un primo confronto internazionale

I decessi fino a 61 anni rappresentano poco più del 5,5% del totale, quelli dai 71 in su oltre l’80%: una circostanza che spiega, almeno in parte, il tasso di mortalità ben più elevato di una regione come la Lombardia rispetto ad altre realtà ben più giovani (dove l’età media è decisamente più bassa), come la Cina (tasso di mortalità del 4,03%) e la Corea del Sud (tasso di mortalità dell’1,37%). Evidenze simili si registrano in Spagna (tasso di mortalità del 9,28%) ma non in Germania dove è fermo all’1,3%: in terra tedesca però, agli esordi della crisi, si contavano più del doppio dei posti letto per 1.000 abitanti (8 contro i 3,8 italiani) e 28mila posti in terapia intensiva contro i 5.300 italiani.

A Brescia 1.521 decessi

Entrando nel merito dei dati solo bresciani, dei 1.521 deceduti al 1 aprile 1.050 sono uomini (il 69%) e 471 donne (vai alle statistiche complete). La vittima più giovane da Coronavirus aveva 31 anni, maschio: 38 anni la donna più giovane che ha perso la vita, avevano entrambi 100 anni (uomo e donna) le due vittime più anziane (in Lombardia: 28 anni la più giovane vittima donna, provincia di Milano, e 29 anni il più giovane uomo, provincia di Monza e Brianza; 109 la vittima più anziana tra le donne, provincia di Cremona, e 100 le due vittime più anziane tra gli uomini, province di Bergamo e Brescia).

LA TABELLA COMPLETA - Coronavirus Brescia: decessi, fasce d'età, patologie pregresse, statistiche

I decessi bresciani per fasce d'età

L’età media tra i decessi bresciani è di 77,4 anni: per fasce d’età sono 15 i decessi fino ai 50 anni, lo 0,98%, 53 tra i 51 e i 60 anni (3,48%), 223 tra 61 e 70 (14,66%), 640 tra 71 e 80 (42,07%), 509 tra 81 e 90 (33,46%), 81 tra 91 e 100 anni (5,32%). Per dati aggregati, significa che solo il 4,47% delle vittime aveva meno di 61 anni, e che i deceduti tra i 71 e i 100 anni (in tutto 1.230) valgono l’80,86% del totale. Per date di nascita, sono 92 i morti che avevano 80 anni, 76 quelli che ne avevano 81, 73 quelli che ne avevano 78, 72 quelli che ne avevano 76: sono comunque più di 100 le vittime che avevano dai 90 anni in su.

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Le patologie pregresse

Non da meno il tema delle patologie pregresse: la stragrande maggioranza delle vittime aveva almeno una o più patologie, fino ad arrivare ai casi limite di chi ne presentava addirittura quattro. Nello specifico, in 162 casi è stata riscontrata almeno una patologia respiratoria, in 335 almeno una patologia oncologica, in 499 almeno una patologia metabolica (soprattutto il diabete), in 1.245 almeno una patologia cardiovascolare. Sono 190 le vittime che non avevano alcuna patologia, il 12,5%: 592 le vittime con una patologia (38,9%), 581 quelle con due patologie (38,2%), 145 quelle con tre patologie (9,5%), 13 quelle con quattro patologie (0,85%). 
 

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