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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Supermercato, parco, ristoranti e negozi: così rinasce l'ex fabbrica

La giunta comunale ha scelto il progetto

La luce in fondo al tunnel, così pare, per l'area ex NK di Chiari: la situazione urbanistica relativa al comparto è in stallo ormai dal 2017, da quando la proprietà - la società Immobiliare La Cavalchina - aveva presentato ricorso al Tar contro l'approvazione del Pgt. Cinque anni (e una sentenza del Tar) più tardi, sembra si sia trovato un accordo: la giunta comunale ha approvato una delle due soluzioni progettuali proposte dai privati per la "rigenerazione" del comparto.

Cosa succederà all'ex NK

La soluzione scelta, si legge nella delibera firmata dal sindaco Massimo Vizzardi, prevede un nuovo asse viario costituito da un viale alberato che collega Via Fratelli Sirani e Via Ricci con Via Buffoli. A nord del viale viene individuato lo spazio destinato a "verde pubblico", con percorso ciclopedonale. Sul fronte di Via Buffoli, in adiacenza con l'edificio ex NK, che verrà comunque riutilizzato, sono previsti nuovi edifici con piastra/piazza pubblica con destinazione commerciale e terziaria (negozi, supermercato, artigianato). Sul fronte di Via Ricci è previsto un nuovo edificio commerciale con spazi per funzioni collegate alle presenza dell'istituto scolastico Itc Einaudi (ristorazione, aggregazione giovanile). A sud del viale alberato ci sarà la zona residenziale (villini duplex) con parcheggi pubblici a viabilità di distribuzione al comparto.

A lato della roggia Seriola Vecchia (a est) è prevista una pista ciclabile fino ad arrivare al sottopasso della ferrovia per il centro di Chiari. A nord del nuovo asse viario, in adiacenza agli spazi a verde pubblico, altri villini duplex (con tipologia simile a quelli della zona sud): proseguendo verso nord si prevedono 5 palazzine di 5 piani fuori terra, con ampi spazi a parcheggi pubblici e viabilità di collegamento con Via Ricci.

Uno stallo di oltre 5 anni

E' stata scelta la soluzione B, si legge ancora in delibera, "per una maggiore superficie di spazi destinati a verde pubblico: nella parte centrale del comparto si verrebbe a creare un vero e proprio parco urbano". La vicenda, come detto, si trascinava ormai da anni. La Immobiliare La Cavalchina aveva fatto ricorso al Tar, nel 2017, contestando la quantità di servizi da cedere all'amministrazione comunale rispetto alla dimensione del comparto. Con sentenza del 2021, il Tribunale amministrativo ha dato in parte ragione ai ricorrenti, ritenendo "irragionevole la quantità di servizi da reperire nel comparto in oggetti (4mila mq su 15mila mq edificabili)". Da qui è ripartita la trattativa, che ora volge (finalmente) al termine.

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