Sabato, 25 Settembre 2021
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Case cantoniere in cerca d'autore: c'è spazio per bar, ristoranti e ostelli

Sono un centinaio le case cantoniere messe a bando in tutta Italia da Anas: otto sono bresciane, sul Garda e in Valcamonica

Tre sul Garda e cinque in Valcamonica: sono le vecchie case cantoniere bresciane che sono state inserite dal bando di Anas, l'Azienda nazionale autonoma delle strade (gruppo Fs Italiane) che mette a disposizione di privati o pubbliche amministrazioni un centinaio di case cantoniere in tutta Italia. “Questa operazione – spiega l'ad Massimo Simonini – si inserisce nell'ottica della riqualificazione, dell'accessibilità e della fruizione degli immobili di proprietà Anas. Attraverso il recupero di questi edifici dal rilevante valore iconico vogliamo promuovere un modello di sviluppo sostenibile in termini ambientali e socioeconomici per i territori dove sono ubicati”.

I dettagli del bando: scadenza il 15 giugno

Il bando fa seguito a una manifestazione d'interesse, chiusa la scorso autunno, finalizzata a promuovere richieste di concessione. Tra le numerose proposte pervenute, fa sapere Anas, più di un centinaio “si sono dimostrate di rilevante valore, con presentazione di progetti non solo rispondenti ai requisiti, ma anche definiti nel complesso e nei particolari, che hanno fatto intendere una reale disposizione all'impegno”.

Questa la distribuzione geografica delle case cantoniere interessate dal bando: 30 sono in Sardegna, 12 sono in Lombardia (di cui otto nel Bresciano), 10 in Abruzzo, 7 in Lazio e Toscana, 5 in Calabria, Emilia Romagna, Piemonte e Puglia, 3 in Sicilia e Valle d'Aosta, 2 in Campania, Marche e Veneto, una in Liguria e Umbria. Sarà possibile presentare domanda entro e non oltre le ore 12 del 15 giugno prossimo: a questo link tutte le informazioni.

Come si potranno recuperare le case cantoniere

Tra i soggetti che hanno depositato le richieste, il 41% è rappresentato da società, il 31% da privati, il 15% enti, amministrazioni pubbliche e protezione civile, l'8% da associazioni e cooperative, il 5% da aziende agricole. In linea con gli strumenti urbanistici vigenti si prevede di realizzare nelle case cantoniere, sulla base delle proposte imprenditoriali e in funzione della localizzazione e della consistenza, un’attività ricettiva di qualità e funzioni complementari come ristorazione, bar o punti di ristoro, centri informativi e didattici, stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici. 

Nella trasformazione degli immobili sono previsti dal bando, oltre alla conservazione dei manufatti originari e il loro miglior inserimento nel paesaggio sia da un punto di vista ambientale che percettivo, anche l’utilizzo di materiali compatibili con l’ambiente e con l’architettura storica, e colori coerenti con i caratteri paesaggistici del luogo, garantendo il permanere del colore rosso pompeiano codificato dal MiBACT con il RAL 3001, della targa con l’indicazione della Strada Statale e della chilometrica e dello stemma identificativo di Anas. 

Le otto case cantoniere bresciane

Le case cantoniere bresciane – consultabili su questa mappa: sono quelle evidenziate in rosso – si trovano, come detto, sul lago di Garda e in Valle Camonica. Sul Benaco sono tutte affacciate sulla Ss45bis, la storica Gardesana Occidentale: si trovano a Salò, Gargnano e Limone. In valle, invece, sono tutte sulla Ss42, la strada del Tonale: si parte da Darfo Boario Terme per risalire poi verso Breno, Ceto, Edolo e Ponte di Legno (non lontano dal Passo del Tonale). Per la cronaca, ce n'è un'altra appena oltre confine: la casa cantoniera di Spinone al Lago, provincia di Bergamo, affacciata sul lago di Endine.

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