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Storia e origini del carnevale

Sapete da quanto tempo si festeggia il carnevale? E quali sono le sue origini?

Bentornato carnevale: gradito ritorno, anche nel Bresciano, di sfilate, maschere e carri. Gli eventi non sono mancati (e in tutta la provincia) né lo scorso weekend, ne per la settimana in corso. Intanto le scuole sono chiuse (il 21 febbraio è il "martedì grasso", il 22 è il "mercoledì delle ceneri"): tutti pronti a fare festa e a celebrare il carnevale, ma in quanti ne conoscono davvero le origini?

Le antiche origini egizie

Gli spunti sono tanti, tantissimi, e si perdono davvero nella notte dei tempi, nei ricordi e nelle testimonianze anche di migliaia e migliaia di anni fa. Tutto comincerebbe infatti ai tempi degli antichi egizi con il Navigium Isidis, letteralmente “la nave di Iside”: era una celebrazione in maschera dedicata, appunto, alla dea Iside. L'evento venne poi fatto proprio anche dai romani (e dalla loro religione), celebrato però nella prima luna piena dopo l'equinozio di primavera: le maschere c'erano già, ma non i carri. Come da tradizione, infatti, veniva celebrato su barche e navi agghindate per l'occasione.

Carnem levare o carrus navalis?

Fu l'emergere della religione cristiana (e poi in declinazione cattolica) che fece prendere forma al “carnevale” nella sua denominazione che è rimasta tale fino ai giorni nostri. Anche se qui gli studiosi divergono, in quanto c'è chi suggerisce l'origine da “carnem levare”, ovvero “togliere” la carne dal pasto prima della Quaresima, e chi invece la rimanda a “carrus navalis”, la celebrazione romana ispirata (ancora) alla nave di Iside, e che ancora veniva celebrata con una processione in maschera, ma sull'acqua con barche, navi e zattere.

Nel primo caso, “carnem levare”, indicava il lauto banchetto che veniva consumato l'ultimo giorno del periodo in questione, nel giorno oggi noto come “martedì grasso”: a questa abbuffata seguiva poi, come detto, il periodo di Quaresima in cui la carne doveva essere appunto eliminata. Sulle origini da “carrus navalis”, invece, si è già detto tutto: era la festa ispirata al Navigium Isidis che veniva celebrata dagli egizi.

La commistione con i baccanali

Sul tavolo c'è anche un'altra ipotesi non da meno. Si tratta di un'ispirazione dai baccanali, anche questa festività romana ma che celebrava invece il dio Bacco, le cui origini però risalgono all'antica Grecia. Veniva festeggiata alla metà di marzo, quindi non lontano dalle date poi fatte proprie per il carnevale (a tal proposito, ne parliamo tra qualche riga). La commistione tra le due festività è ben testimoniata dalla vicina Verona, dove da tempo immemore il carnevale è noto come “Bacanàl del Gnoco”, ovvero baccanale dello gnocco: è considerato il carnevale più antico d'Europa. 

Quando si festeggia il carnevale

E ora un po' di date: ma quando si festeggia il carnevale? Inserito nel calendario delle festività cristiane, si lega indissolubilmente alle celebrazioni della Pasqua e quindi della Quaresima e quant'altro. Dunque la data cambia ogni anno: se prendiamo come riferimento il “martedì grasso”, quindi l'ultimo giorno delle abbuffate prima del (quasi) digiuno, quest'anno come detto è stato celebrato il 21 febbraio (lo scorso anno fu martedì 1 marzo, nel 2020 era il 25 febbraio). Nel 2024 sarà il 13 febbraio, nel 2025 invece il 4 marzo.

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