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Locali storici d'Italia: nel volume dei record 4 sono bresciani

Ci sono anche quattro locali storici italiani nella prestigiosa guida che raccoglie i 220 alberghi, caffè e ristoranti aperti ormai da più di un secolo

Hanno inventato l’aperitivo, il primo gelato da passeggio e il primo disco. Ma hanno dato vita anche alla prima orchestra interamente al femminile e ai primi tentativi di impiattamento. Pionieri ormai classici, datati ma senza crisi d’età, i “Locali storici d’Italia” (180 anni l’età media) si ripresentano nella 43ma edizione dell’omonima Guida, presentata quest'anno a Milano. In tutto sono 220 i locali inseriti nel nuovo volume, che quest'anno (e per la prima volta) avrà anche la sua app: tra questi ci sono anche quattro locali bresciani, tre di questi sul Garda (due a Sirmione e uno a Gardone Riviera) e un altro a Palazzolo sull'Oglio.

La guida ai locali storici d'Italia – si legge in una nota – quest'anno si è concentrata in particolare sul “gusto italiano”, con un itinerario (da Nord a Sud) tra i più longevi santuari del palato tricolore. “Sono centinaia gli aneddoti sui grandi della storia – spiega Enrico Magenes, presidente dell'associazone Locali Storici – uniti dal comun denominatore del buon gusto. Storie che partendo da cibo, bellezza e ospitalità incrociano in modo trasversale quelle del Paese: dal dominio straniero all'Unità d'Italia al boom economico”.

I locali storici bresciani

Come detto sono quattro i locali storici bresciani: tra questi il più longevo (aperto nel lontano 1884) è il Grand Hotel di Gardone Riviera. Seguono due “istituzioni” della penisola di Sirmione: l'Hotel Catullo, aperto nel 1888, e il Caffè Grande Italia, aperto nel 1894. E' invece aperta dal 1900 l'Osteria della Villetta di Palazzolo sull'Oglio. Non lontano dalla nostra provincia, a due passi dal Garda, si segnala infine il Ristorante Antica Locanda Mincio di Valeggio. Di seguito le note, per ciascun locale bresciano, pubblicate sul sito web ufficiale dell'associazione dei Locali Storici.

Grand Hotel di Gardone Riviera

Maestosa sequenza di edifici sul lago, con splendidi saloni patrizi dai soffitti con affreschi e stucchi, espressione Belle Epoque con concessioni Art Nouveau degli architetti tedeschi Billing e Vittali. Nel 1901-02, il Nobel Heyse vi ambientò due delle “Novelle dal lago di Garda”. D’Annunzio soggiornò nel 1921; poi ministri, ambasciatori, scienziati, amanti e anche Mussolini consumarono qui dorate attese aspettando d’esser ricevuti dal Vate al Vittoriale. Il Grand Hotel di Gardone Riviera ha lanciato il paese al turismo internazionale: Churchill veniva per dipingere nel parco; per Nabokov e Maugham era l’ambito ritiro dove creare le pagine più belle.

Hotel Catullo di Sirmione

Testimoniato dall’antica “licenza politica per apertura di nuovo esercizio pubblico”, del 10 febbraio 1888, l'Hotel Catullo di Sirmione è uno degli alberghi più antichi della penisola gardesana. Che, in rapporto al territorio, ha il primato del numero di locali storici italiani. Incastonato in un rigoglioso giardino sul lago, è stato tra i pionieri del turismo ottocentesco proveniente dal nord Europa, con una tradizione di clienti famosi che continua tutt’oggi.

Caffè Grande Italia a Sirmione

Ezra Pound, entusiasta di Sirmione, frequentava il Caffè Grande Italia nel 1920. D’Annunzio veniva con l’autista dal Vittoriale per un caffè al tramonto. Carducci vi capitò quand’era commissario d’esame a Desenzano, dove fece tremare i professori d’un liceo che erano quasi tutti preti. Toscanini c’indugiò a tavolino gli ultimi anni. Maria Callas trascorreva qui serate familiari con il marito Meneghini. Naomi Jacob strinse grande amicizia con i proprietari lasciandone testimonianza in un’autobiografia. Così è il Grande Italia, da fine Ottocento, amabile depositario di memorie illustri, conservate attraverso cinque generazioni di una stessa famiglia.

Osteria della Villetta a Palazzolo

Delicata palazzina liberty, l'Osteria della Villetta di Palazzolo è tra le ultime osterie ferroviarie italiane, di cui conserva, con eleganza, ambienti, arredi e vetrate originali d’inizio Novecento, insieme a squisite ricette di famiglia. Sorse originariamente, nella seconda metà dell’Ottocento, sulla Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta, la prima ferrovia Venezia-Milano. Dagli anni Sessanta del secolo scorso, è stata cenacolo di pensiero artistico, con Restani, Pomodoro, Mendini, Rotella, Kostabi, i cui omaggi spiccano alle pareti. Al timone e in cucina la quarta generazione.

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