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Allarme ambientale: il "flagello degli alberi" ha già distrutto 1.000 ettari di foreste

In tutta la Lombardia sono quasi mille gli ettari di foresta danneggiati o distrutti dal temibile bostrico, un coleottero che infesta e uccide gli alberi

C'è chi lo chiama il “flagello dei boschi”: un piccolo, piccolissimo insettino – il celeberrimo bostrico, noto anche come “bostrico dell'abete rosso”, nativo in Europa e in Asia – che fa parte dell'ordine dei coleotteri e che da secoli se non millenni devasta foreste e coltivazioni, in particolare i vitigni. Succede anche in Lombardia, dove solo nelle ultime settimane si sono registrati danni (in alcuni casi irreparabili) a quasi un migliaio di ettari di foresta, l'equivalente di 10 milioni di metri quadrati.

Allarme bostrico nelle foreste bresciane

Buona parte di questi, come riferisce la Regione, si trovano in provincia di Brescia: 150 ettari nel Sebino bresciano (di cui 86 in cui sarà necessario il prelievo di oltre la metà delle piante “infette”), 136 in Valle Camonica (con previsione di prelievo tra il 25 e il 50% delle piante presenti) e altri 37 in Val di Scalve, 36 in Valsabbia, quasi 260 ettari in Valtrompia (di cui 131 danneggiati per oltre il 50%).

In arrivo interventi per oltre 2 milioni

Da qui la necessità di interventi immediati, per rimediare ai danni e interrompere (o perlomeno limitare) la diffusione del bostrico: in tal senso il Pirellone ha da poco stanziato circa 2 milioni di euro. Di questi, la metà sono destinati alla nostra provincia: 566mila alla Comunità Montana di Valle Trompia, 346mila alla Comunità del Sebino Bresciano, 281mila alla Valcamonica, 83mila alla Val di Scalve e 68mila alla Valsabbia.

Come il bostrico danneggia le piante

Il bostrico scava le sue tane nei tronchi e nei rami delle piante: è qui che depone le uova, danneggiando pesantemente la pianta che ha la sfortuna di trovarselo come ospite (in particolare, come detto, gli abeti rossi: ma anche pini e abeti comuni, oltre al peccio). E' inoltre portatore sano di alcuni funghi assai pericolosi per la sopravvivenza delle piante.

Per interrompere rapidamente una vasta infestazione è necessario rimuovere tutti gli alberi colpiti, anche quelli ancora relativamente sani, e tutte le piante (anche quelle già morte o abbattute) che possono diventare un vettore di riproduzione. Alla “tabula rasa” si affiancano altri trattamenti meno invasivi, che prevedono l'utilizzo di tecniche naturali approfittando di alcuni insetti predatori o funghi velenosi (ma solo per il bostrico).

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