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Brescia: lotta al cyber-stupro

12 studenti del Ge.Co contro il victim blaming

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale in Ge.Co (Gestione dei contenuti digitali per i media le imprese e i patrimoni culturali) della Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia ha realizzato “In Your S.H.O.E.S”, un progetto di sensibilizzazione nei confronti del victim blaming e dell’odio online derivanti dalla diffusione di immagini e video intimi senza consenso, che fornisce un sito di assistenza, una petizione online e un kit per le scuole. La circolazione di immagini sessualmente esplicite comporta la colpevolizzazione della persona ritratta, la quale subisce una violenza psicologica da chiunque che veda, commenti e condivida, giudicando la vittima come la vera colpevole. Ogni commento su di essa è una presa di posizione a favore del carnefice che ha fatto circolare il contenuto e che rende complici dello stupro mediatico a cui la vittima viene esposta. Il progetto In Your S.H.O.E.S, acronimo che sta per Support and Help Online for e-Safety, vuole sensibilizzare i giovani sui pericoli del sexting tramite un kit sviluppato con giochi di immedesimazione che verranno distribuiti nelle scuole. Il sito online prevede la possibilità di richiedere un supporto legale e psicologico a chi abbia subito o stia subendo molestie, oltre alla possibilità di firmare una petizione per chiedere che la diffusione di contenuti privati venga riconosciuta come reato punibile per legge. Il professor Matteo Tarantino, ricercatore dell’Università che tiene il corso Sistemi dell’informazione e della comunicazione, sostiene i ragazzi “Il progetto si articola intorno a obiettivi di educazione, prevenzione e supporto relativo al tema della circolazione non autorizzata di filmati e immagini a tema sessuale aventi come protagonisti adolescenti e preadolescenti, con i conseguenti devastanti impatti psicologici e sociali, attraverso una combinazione di video, web e social media”.

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