Sanità, Gallera: "Gli stranieri non in regola hanno diritto alle cure urgenti"

Lo ha detto l'assessore alWelfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, intervenendo, in Consiglio regionale, sul tema 'Prestazioni sanitarie rivolte a partorienti straniere senza permesso di soggiorno'.

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"Le indicazioni ministeriali, attraverso il Testo unico sull'Immigrazione, prevedono che gli stranieri presenti in Italia in condizione di soggiorno irregolare hanno diritto a tutte le cure urgenti ed essenziali anche a carattere continuativo. Regione Lombardia, adeguandosi alla normativa nazionale, ha assistito nelle sue strutture ospedaliere, negli ultimi tre anni, 1500 donne straniere partorienti non in regola con le norme di soggiorno (530 nel 2016, 608 nel 2017, 373 nel 2018)". Lo ha detto l'assessore alWelfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, intervenendo oggi, in Consiglio regionale, sul tema 'Prestazioni sanitarie rivolte a partorienti straniere senza permesso di soggiorno'.

 "Seguendo le direttive ministeriali - ha spiegato Gallera - Regione Lombardia
garantisce agli stranieri che si trovano in Italia in condizione di soggiorno tutte le cure urgenti, cioè non differibili senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona, o comunque le cure essenziali, cioè prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che, nel tempo, potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita, come complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti".

"Infatti - ha aggiunto l'assessore Gallera -, per i soggetti Stranieri Temporaneamente Presenti non in regola con le norme di soggiorno, la normativa vigente, in particolare la Circolare Ministero della Salute n. 5 del 2000, e l'Accordo Stato Regioni del 20 dicembre 2012, prevedono la garanzia delle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia e infortunio ed estendono i   programmi di medicina  preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva".

"Sono in particolare garantiti - ha precisato - la tutela sociale della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane e la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui Diritti del fanciullo del 20 novembre 1989".

 "Sottolineo inoltre - ha proseguito Gallera - che l'art. 35 del Testo Unico non prevede la gratuità delle prestazioni erogate dal SSN ai cittadini non iscritti al SSN, ma al comma 4 prevede che le prestazioni siano erogate senza oneri a carico degli stranieri irregolarmente presenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità di condizioni con il cittadino italiano". 

"Dunque l'esonero dalla partecipazione alla spesa - ha concluso il responsabile del Welfare lombardo - va applicato in tutti i casi in cui si applica per i cittadini italiani. In linea di
principio le prestazioni sanitarie rese a Stranieri Temporaneamente Presenti che sottoscrivono una dichiarazione di indigenza sono a carico del Ministero della Salute, per le gravidanze in particolare è stanziato un fondo apposito che ogni anno viene ripartito tra le Regioni in proporzione ai ricoveri per gravidanza trasmessi nel flusso delle Schede di Dimissione
Ospedaliera". (LNews)

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