Domenica, 20 Giugno 2021
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Etty: una trans tutta casa e chiesa

Mentre nel Belpaese propaga la polemica sulle coppie e le adozioni gay - il disegno di legge sulle unioni civili è arrivato in commissione di Giustizia - da Rezzato arriva una storia di felice integrazione.

 È  giusto concedere alle coppie omosessuali la possibilità di diventare una famiglia e adottare  figli? Al Governo l'ardua sentenza. Il disegno di legge sulle unioni civili, presentato in commissione Giustizia da Monica Cirinnà,  apre per la prima volta anche alle adozioni gay. Il testo regolamenta le unioni tra coppie omosessuali (senza però equipararle al matrimonio)  ed è prevista anche la  stepchild adoption, ossia l'adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due.

Sull'argomento si sta dividendo la politica e la società  italiana. Ma anche nel mondo gay divampa la polemica. Il parere espresso dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana  sulle adozioni e sulla famiglia, con l'intervista rilasciata a 'Panorama', ha scatenato una tempesta. 

Noi la  domanda l'abbiamo girata ad Ettorina,  Ettore per l'anagrafe, che da quasi 60 anni vive serenamente a Rezzato. La sua non è una storia di discriminazione. Al contrario. “Etty” non si è mai nascosta, ha compreso il suo essere  donna fin dall'infanzia ed è sempre stata accettata. Dalla famiglia, come dalla comunità, anche da quella religiosa. Ogni domenica, infatti, è seduta tra i banchi  del Santuario Della Madonna di  Valverde di Rezzato e proprio a Don Roberto si è rivolta per superare il periodo più difficile della sua vita: la morte dell'adorata madre.

“ Non siamo tutelati – esordisce secca “Etty” - , persino i cani hanno più diritti dei transessuali e dei gay, perciò è urgente che venga introdotta l'unione civile tra le coppie omosessuali. Io per sposarmi ho dovuto andare ad Amsterdam. Ma sull'adozione sono d'accordo con Dolce e Gabbana.  Conosco benissimo il mondo gay e non credo che una coppia omosessuale possa tirare su un figlio. Un bambino ha bisogno di una figura maschile e di una femminile.  Io, fin da subito, mi sono abituata all'idea di non poter avere figli. “

Un'altra legge è ferma da parecchio in Senato, quella sull'omofobia...

“ Io dalla politica non mi aspetto più nulla. Non c'è nessuno che muova un dito. Sono tutti bravi a parlare quando succede qualcosa di grave, ma poi non fanno nulla. Io sono sempre stata molto fortunata, Gesù mi ha sempre protetta e non mi è mai successo nulla, nemmeno quando lavoravo in strada. Però di episodi di violenza contro i gay e i transessuali, che sono due mondi distinti e diversissimi, ne ho visti e sentiti  parecchi. Non sempre, poi, le vittime trovano il coraggio di denunciare i propri aggressori. Mi piacerebbe, però, che la gente capisse che non siamo malati o sbagliati. Certo, le immagini che veicola la televisione non aiutano. Nelle trasmissioni è pieno di fenomeni da baraccone, di imparruccati che si improvvisano transessuali a 60  anni, magari con una famiglia e dei figli alle spalle. Nella realtà non è così: trans ci nasci, non ci diventi.

Cosa significa essere transessuali?

“Significa pensare, sentire, vestire, e comportarsi come una donna. L'attrazione per gli uomini è solo una conseguenza del sentirsi donna. Io l'ho capito già alle elementari, nelle recite facevo sempre ruoli femminili e alle medie ho cominciato ad acquistare ed indossare indumenti femminili.  Uscivo di casa con la mini gonna e i tacchi.”

Ma a scuola non ti prendevano in giro?

“No, perché non mi hanno mai vista come un maschio. Anche in caserma sono riuscita a farmi amare. Ho dovuto fare il servizio militare perché,  se avessi dichiarato che ero trans,  avrebbero scritto sulla carta d'identità che ero omosessuale e , così, avrei perso anche il diritto di voto. Era il 1979, dall'anno dopo hanno cambiato la legislazione. Così ho preso servizio a Merano negli Alpini. Ovviamente mi hanno messa in cucina. Ricordo che ogni giorno il colonnello mi presentava il foglio di congedo per omosessualità, ma io non l'ho mai firmato. I miei commilitoni erano molto carini con me e mi difendevano. “
E i tuoi genitori?

Non mi hanno mai detto nulla. Mio padre mi difendeva  se qualcuno, al bar, faceva qualche considerazione offensiva nei miei confronti e mi ha sempre portato con sé al lavoro, nei mercati. Mia madre è stata il mio sostegno. “

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