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Kyenge in visita a Bergamo: "L'indifferenza non ha vinto"

Grande accoglienza per l'intervento del Ministro dell'Integrazione all'auditorium del Seminario vescovile

"Vedervi così numerosi significa che l'indifferenza non ha vinto. Non sono sola, i temi che porto avanti appartengono a tutti noi. Per lungo tempo le stragi a Lampedusa sono state accompagnate dal silenzio. Oggi quel silenzio deve finire".

Così ha esordito il ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge ieri sera al Seminario di Bergamo, intervenendo al ciclo 'Molte fedi sotto lo stesso cielo': gremito l'auditorium, tra i presenti soprattutto giovani.

"Chiedo un applauso per chi ci ha lasciato e per i sopravvissuti, per i lampedusani, per le forze dell'ordine. Giorno dopo giorno l'Italia sta cambiando - ha aggiunto il ministro -. L'altro non fa paura, basta guardarlo diversamente. Il ruolo delle istituzioni diventa fondamentale e l'Europa non può ignorarlo".

"Quando sono arrivata in Italia - ha poi raccontato nel corso della serata - avevo una borsa di studio, ma non l'ho mai nemmeno vista. Non sapevo dove andare a dormire e cosa mangiare. Se il sacerdote al quale ho chiesto aiuto a Roma avesse chiuso la porta a cui ho bussato, non sarei qui. Noi non dobbiamo avere paura del diverso, ma piuttosto di chi sfrutta le altre persone. Dobbiamo lottare contro la criminalità organizzata".

Il riferimento è poi tornato alla tragedia di Lampedusa: "Quando sono andata sull'isola per ogni salma dicevo: questa è una sconfitta per tutti noi. Dobbiamo dare speranza alle persone. Ma non dobbiamo pensare al migrante solo quando mette piede sul territorio. Vanno rafforzati i rapporti con i Paesi di origine. L'integrazione inizia da lì. La persona deve poter scegliere. Di restare, di partire, di uscire da un percorso di sfruttamento".

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