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Turismo, intervista a Silvia Razzi: “Sinergia e alta qualità”

L'Assessore provinciale parla del lago di Garda e del lago d'Iseo, della prossima Expo nel 2015 e del rilancio della Franciacorta, con un'attenzione speciale alle esperienze di tipo culturale e all'enogastronomia: "Grandi numeri ma grande qualità"

Turismo e cultura, un connubio spesso indivisibile non solo sulla carta, tanto che in Provincia di Brescia l’Assessore Silvia Razzi si occupa di entrambe le cose. Gardesana d’adozione, la sua famiglia è di Tignale ma ora vive a Puegnago del Garda, può sorridere con ottimismo sul bilancio parziale della stagione turistica del territorio bresciano, un territorio che offre tantissimo e che proprio per questo regala grandissime soddisfazioni al settore, soprattutto in quei luoghi dove il turismo è ancora la prima e unica fonte di sostentamento, lago di Garda in primis. Senza però dimenticare il lago d’Iseo, o l’emergente Franciacorta, le valli montane e il turismo culturale..

I dati non sbagliano mai, e il lago di Garda è ancora oggi il polo centrale del turismo della Provincia di Brescia, con oltre il 70% delle presenze complessive sul territorio, con numeri che non hanno niente da invidiare alla Riviera Romagnola, a Riccione. Quest’anno c’è chi lamenta un po’ di crisi..

Non sono d’accordo, anche se noi come Provincia analizziamo un dato statistico globale che non va confuso con il dato economico. Proprio per questo dall’Assessorato voglio analisi più vicine ai dati reali, per permettere una programmazione di più ampio respiro per l’utente finale, in questo caso l’albergatore, per l’organizzazione di quella che può essere la sua ‘campagna di vendita’ all’interno della propria struttura. Noi abbiamo avuto il dato di Pasqua, rilevato dagli IAT, e sul lago a Pasqua ci sono stati ottimi risultati. Io sul Garda ci abito, e secondo me da quest’anno abbiamo un ritorno del turista straniero, soprattutto del Nord, olandesi e tedeschi.. Desenzano stessa è stata rilanciata, sempre piena di gente, mentre Sirmione è ancora l’emblema del turismo gardesano. Io sono ottimista, è chiaro che molto dipenderà dal fattore climatico che oggi non ci premia. Nonostante tutto l’affollamento c’è e si vede, anche durante la settimana ma ripeto, noi ci basiamo su un dato statistico di affluenza. Lo ‘sbilancio’ è sempre sulla spesa. A settembre faremo i conti, ma è ovvio che l’Assessorato si batte per una destagionalizzazione. L’ente provinciale ha l’obbligo di destagionalizzare, stiamo lavorando con i colleghi delle altre Province gardesane per poter sviluppare una sinergia che va dalla piantina unica delle piste ciclabili del lago alla creazione di una fiera enogastronomica del Garda, anche in funzione dell’Expo 2015, una grandissima opportunità. E poi piccoli eventi come delle mostre particolari, che coinvolgeranno anche l’artigianato.

Ma se parliamo di turista straniero, quanto incide a livello di turismo culturale?

Incide moltissimo sull’intero territorio. Abbiamo zone da cui il tedesco è certamente più attratto come l’Alto Garda, ma va fatta una distinzione del turista che frequenta il lago. Ci sono i grandi numeri ma c’è anche la qualità, ci sono i gruppi ma anche le famiglie, o i giovani amici.

Se sul Garda non tutti gioiscono in Franciacorta sembra che le cose vadano benissimo..

La Franciacorta ha avuto un rilancio anche per le nostre iniziative, oltre ad un’Agenzia del Territorio (Iseo, Franciacorta e Bassa Valcamonica) che lavora bene e che è riuscita a lavorare in sinergia con la Provincia e con i principali Comuni della zona. Basta pensare a Iseo e al Festival dei Laghi: il turista che va a Iseo non è lo stesso che va sul Garda, anche le strutture sono diverse, strutture focalizzate soprattutto sui campeggi. Diciamo che nell’entroterra della Franciacorta hanno puntato bene su tutto il comparto dell’enogastronomia, abbinandola a visite guidate e culturali come per esempio il Borgo San Vitale. Hanno avuto ragione, qua si parla di alta qualità. E l’alta qualità paga sempre!

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