Pd: "Caos sullo stadio e sulla nuova piscina a Monpiano"

Nelle ultime settimane sullo stadio e sulla nuova piscina ne abbiamo sentite delle belle

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Lo stadio: sono più di tre anni che il Sindaco ci racconta la favola del nuovo stadio nella futuristica “cittadella dello sport” alle cave di San Polo. È una scelta assurda! Costa un sacco di soldi che non si sa dove reperire; consuma territorio dove dovrebbe sorgere un parco; porta nuovo traffico in una zona già a rischio salute per gli inquinanti; toglie un servizio di grande afflusso all'asse del metrobus che ha invece bisogno di utenza per essere economicamente sostenibile.

Tra i motivi a sostegno dell'ipotesi spiccano: la difficile gestione dell'ordine pubblico a Mompiano e la condivisione di un progetto fortemente voluto dal Brescia Calcio. Ma è ancora vero? Negli ultimi mesi abbiamo assistito a questi nuovi fatti:

- Totale assenza nel PGT di previsioni su quello che dovrebbe succedere nella cava di S.Polo, cosi come nulla si prevede per l'area del Rigamonti una volta trasferito;

- Clamoroso dietro front del presidente del Brescia Calcio, Gino Corioni, e del potenziale costruttore, il Gruppo Faustini, che ora avanzano seri dubbi sulla fattibilità economica del trasferimento;

- Ma Paroli si ostina con i suoi progetti faraonici che ormai non vuole più nessuno. Il Sindaco insiste, nonostante le dichiarazioni del nuovo questore che - dopo un sopralluogo - ha chiesto al Comune di rendere il Rigamonti un luogo di svago per famiglie e non una fortezza blindata per scontri tra fazioni. Insomma uno stadio in stile Wembley.

Ma guarda un po'. Esattamente quello che il Circolo Nord del Partito Democratico va dicendo da anni: uno stadio in stile europeo, che raccolga la sfida di una nuova cultura del tifo, una struttura aperta, accogliente, sia per lo sport che per lo spettacolo ma sopratutto raggiungibile con il metrò.

La piscina: A distanza di sei anni dalla chiusura delle vasche di via Stadio, i cittadini non hanno ancora una piscina. In quel cantiere è successo di tutto.

Le imprese arrivate prima e seconda nell'appalto si sono alternate in un balletto di ricorsi e responsabilità, cumulando errori nelle opere e lungaggini indicibili. Una soletta è caduta per ben due volte e la data di fine lavori è slittata di anno in anno.

A luglio Paroli, Labolani e Medeghini di Brescia Mobilità (titolare dell'appalto) dichiaravano alla stampa “Tempi rispettati, ci si potrà tuffare nell'autunno del 2011”. Il Natale é alle porte e dalla staccionata del cantiere spuntano solo pilastri monchi e ferri arrugginiti.

Entrambe le ditte si sono ritirate firmando un accordo che garantisce loro il pagamento di 1,6milioni di euro per le opere fin qui realizzate... mentre a nostro avviso - più che altro - il Comune dovrebbe chiedere i danni per il mancato servizio ai cittadini.

Ora Brescia Mobilità farà una nuova gara d'appalto, anzi, ne farà diverse, per piccoli importi e singole opere. Ancora tempi lunghi, quindi, e nessuna certezza per lo sport... solo una “cittadella fantasma” e una piscina bagnata dalla vergogna.

 

Roberto Cammarata, consigliere provinciale Pd

Gianluigi Fondra, portavoce Pd Circolo Nord

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