Sirmione fa sul serio: niente tassa di soggiorno, niente IMU

L'amministrazione non cambia idea: "Vogliamo lanciare un messaggio positivo ai cittadini". Qualche taglio alle spese accessorie, senza toccare i servizi che contano: "Confermata l'impostazione socio assistenziale"

“Io sono contrario alla tassa di soggiorno, per principio. Non c’è una mia dichiarazione pubblica in cui non ho ribadito questo concetto”. Alessandro Mattinzoli ha le idee molto chiare: “Se fossi il sindaco di una grande città d’arte, un po’ come Brescia, non esiterei ad applicarla, senza alcun problema. Per l’impatto che i turisti hanno sulla viabilità, per i disagi che possono portare alla cittadinanza, per la manutenzione dei monumenti, delle opere d’arte o dei musei. Ma nei paesi a vocazione prettamente turistica, come quelli del lago di Garda, mi pare ingiusto che il ‘premio’ per chi ha scelto di passare qui una parte importante del loro anno, le loro ferie, sia un’altra tassa. Di cui non mi piace neanche il nome”.



Nell’ultimo consiglio comunale il Comune di Sirmione ha deciso di non applicare la tassa di soggiorno, in controtendenza con la maggioranza dei Comuni gardesani. “Su questo sono sempre stato categorico: se la applicano tutti i paesi del Garda, nessuno escluso, io non mi permetto certo di fare della concorrenza sleale. Ma ribadisco che il messaggio rimane sbagliato, negativo e anche controproducente”. Stessa sorte è toccata all’IMU sulla prima casa, che a Sirmione non verrà applicata: senza i due balzelli aggiuntivi le casse comunali registreranno un ammanco di circa 1,3 milioni di euro.

Con l’aumento e la sopravvalutazione dei redditi catastali voluto dal Governo Monti a Sirmione entrano già quasi otto milioni, ma la metà vanno dritti allo Stato con una perdita di circa 600mila euro rispetto al 2011. Soldi che si sarebbero potuti recuperare con l’applicazione dell’IMU allo 0,4: la piccola polemica tra la maggioranza comunale si è pero rapidamente conclusa. “In un momento così difficile, in cui a tutti viene chiesto di fare sacrifici, i Comuni che hanno un bilancio come il nostro devono fare uno sforzo per mandare un messaggio positivo ai cittadini, importante sia a livello pratico che a livello psicologico. Noi quest’anno non aumenteremo una tassa che sia una, perché il nostro bilancio ci permette di farlo senza che venga tagliato alcun servizio essenziale”.

La domanda sorge spontanea, dove si recuperano i soldi? “Poco prima delle ultime elezioni abbiamo approvato un Pgt a crescita minima, il 4% di incremento oltre al vecchio Prg. Abbiamo però introdotto l’elemento delle trasformazioni, riqualificazioni che prevedono che il 40% plus valore quantificato sulla base della trasformazione stessa vada a finire nelle casse comunali”. Trasformazioni che prevedono la stessa volumetria se l’area è ancora in uso, o una riduzione dal 20 al 40% se dismessa. Esempi concreti l’ex Kubra, 600mila euro, o una trasformazione d’uso floro-vivaistica che ha fruttato oltre un milione di euro.

Oltre a questo, una maggiore attenzione alla spesa: “Una spesa più oculata su quelle cose non direttamente necessarie ma comunque accessorie per un paese turistico-termale che deve mantenere la propria immagine. Dalla riduzione delle luminarie di Natale ai risparmi evidenti su essenze e fioriture. Mantenendo così l’impostazione socio-assistenziale attuale, per i giovani, per la scuola, per le famiglie. Quei servizi che mai ci sogneremmo di mettere in discussione”.
 

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