Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Consulta e servizi pubblici. Pd: "No alle privatizzazioni forzate"

Per il PD bresciano, "tale posizione non corrisponde a una anacronistica ed opposta visione ideologica rispetto al centrodestra; significa bensì difendere l'interesse dei cittadini e del territorio"

Il recente pronunciamento della Consulta, che con la sentenza 199/2012 depositata venerdì, ha dichiarato l’illegittimità delle “liberalizzazioni” dei servizi pubblici locali a rilevanza economica contenute nell’articolo 4 del DL 138/2011 è una buona notizia per chi ha a cuore servizi efficienti, tariffazioni eque e livelli occupazioni in settori particolarmente sensibili quali quelli dell’acqua, dei rifiuti e – più in generale – di servizi di prossimità fondamentali per i cittadini e le nostre comunità. Insomma, per chi ha cuore i cosiddetti "beni comuni".

La sentenza ha dato conferma alle preoccupazioni espresse da mesi dall'opposizione. Per il PD bresciano, "adesso occorre lavorare alla ridefinizione di un quadro di norme finalmente chiaro, in direzione di vere liberalizzazioni e non di privatizzazioni forzate, introdotte per via normativa. I cittadini chiedono efficienza ed equità: queste possono e devono garantite anche attraverso la tutela del valore delle società pubbliche, dei loro investimenti e dei livelli di buona occupazione che in questi anni hanno contribuito in modo decisivo alla modernizzazione del territorio."?

"Il centrodestra - attacca il PD in un comunicato - ha preferito cercare una privatizzazione coatta disinteressandosi della convenienza per cittadini e imprese utilizzatrici dei servizi in questione, penalizzando marcatamente il valore economico della partecipazione in queste imprese depauperando quindi ulteriormente gli enti locali detentori delle quote azionarie e dei servizi".


"Non trova giustificazione logica alcuna - conclude - l’estromissione di un sano  operatore pubblico dalle gare del settore rifiuti in provincia di Brescia (basti citare la vicenda che ha riguardato Cogeme), laddove lo stesso operatore aveva offerto la migliore proposta tecnica e sconti pari al doppio o al triplo degli operatori privati intervenuti in gara".

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