La scuola, la Gelmini e il tunnel: “Senza cultura non si va avanti”

A Desenzano del Garda le proposte (locali e nazionali) del Partito Democratico, per salvaguardare e rilanciare quella che molti considerano la più grande istituzione democratica. Sul palco anche Francesca Puglisi

Tante idee e un progetto chiaro quello del Partito Democratico per il rilancio della scuola pubblica, a livello locale ma anche e soprattutto a livello nazionale. I tagli miliardari delle manovre correttive di fine estate colpiscono all’ennesima potenza quella che per molti ancora rappresenta la più grande istituzione democratica italiana, e come tale va salvaguardata e tutelata. Di questo si è parlato all’Auditorium Celesti di Desenzano del Garda per la serata organizzata dal Pd Gardesano ‘La scuola italiana fuori dal tunnel dei neutrini’, con evidente riferimento alla sfortunata gaffe del ministro Gelmini, da una ‘geniale’ intuizione del suo ufficio stampa.

Protagonisti della serata ovviamente i due candidati alle primarie di partito in vista delle prossime elezioni amministrative, Rosa Leso e Fiorenzo Pienazza. Prima di loro il saluto del nuovo segretario cittadino Angelo Benedetti e del segretario provinciale Pietro Bisinella: “Ci tenevo ad essere qui stasera perché si parla di amministrative ma soprattutto di scuola, tema fondamentale per la costruzione del futuro. Ai nostri ragazzi manca la dimensione stessa del futuro, in questa scuola schiacciata dai tagli, dalla scuola primaria e fino all’università. La scuola pubblica ci interessa davvero, perché si rivolge a tutta la società, a tutte le classi e a tutto il territorio”.

E i due relatori la scuola la conoscono, insegnanti storici e conosciuti. “Se la scuola è il tema primario dell’assemblea programmatica del Pd – spiega Rosa Leso – a me sembra di percepire una scuola un po’ silenziosa, un po’ apatica. Quello che vogliamo è una scuola migliore, per quei ragazzi che ancora oggi sognano la conoscenza e il sapere, per non essere scambiati con il Trota di turno. Una scuola che va male è la diretta conseguenza di un Paese che va male: dobbiamo indignarci veramente davanti a queste situazioni clamorose”.

Anche a Desenzano si aggravano le criticità rilevate a livello nazionale, problemi di sovraffollamento delle classi e di cattiva gestione dell’orientamento, con mancanza di posti e una naturale perdita delle motivazioni negli studenti. “Con i tagli agli enti locali il piano dei diritti allo studio sarà sempre più misero, con un aumento dei costi dei servizi a discapito delle fasce più deboli”. Fiorenzo Pienazza si concede qualche riflessione in ordine sparso, con un ricordo di Maria Stella Gelmini come studentessa – ma che è durata solo pochi mesi – e un merito da non dimenticare per Desenzano: “Noi viviamo in una cittadina che dal ‘700 in poi ha sempre dimostrato un altissimo e vivace interesse per la scuola. Il nostro liceo, riconosciuto dal 1816, è il primo della Provincia di Brescia!”.

“Mi sembra assurdo che la scuola sia diventata uno strumento come un altro per regalare agli amici degli amici migliaia e migliaia di metri cubi edificabili. La situazione è grave, le risorse non ci sono, ma il vero problema è che manca interesse: ci auguriamo sia ancora possibile cambiare questo stato di cose, senza la cultura non si va lontano, senza la cultura non si va avanti”. Per Francesca Puglisi, responsabile Pd Scuola a livello nazionale, la ristrutturazione della scuola pubblica è più di una missione: “Quando torneremo a governare la scuola non potrà che essere una delle nostre priorità”.

L’ospite d’onore della serata gardesana anticipa i dieci punti per restituire una scuola decente al nostro Paese: “La scuola pubblica è la grande istituzione democratica che i nostri padri fondatori hanno immaginato come ascensore sociale. Con questi tagli, otto miliardi di euro, con il dimensionamento forzoso, nel 2012 verranno chiusi 1780 istituti in tutta Italia, a cui si aggiungono quasi 10mila posti di lavoro a rischio. La prossima grande sfida che ci attende è quella di dare un futuro ai giovani, partendo dalla scuola e dal lavoro: basta precarietà, e basta con questo divario assurdo tra ricchi e poveri, in continuo aumento”.

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Qualche dettaglio tecnico che non fa mai male, e che di certo fa riflettere. Se nel 2010 il Governo ha stanziato 23,5 miliardi di euro per le spese militari, ottavo Paese al mondo, l’investimento dell’istruzione è pari al 4,8% del Pil. Il che ci piazza al 24mo posto in Europa, e al penultimo posto tra gli Stati dell’Ocse. Dietro a noi c’è solo la Slovacchia.

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