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Sciopero dell'A2A: il comune pronto ad ascoltare i lavoratori

In merito allo sciopero dei lavoratori dell'A2A l'amministrazione comunale di Brescia si dice pronta ad aprire un dialogo con gli scioperanti per rilanciare l'azienda

E' il 2007 quando il comune  Brescia e di Milano danno vita ad A2A, colosso pubblico dell' energia e dei servizi e già tre anni fa i lavoratori bresciani iniziarono a protestare per la fusione per il rischio della tutela dell'occupazione, le esternalizzazioni di alcuni appalti, la gestione dell'azienda e il gioco forza anche politico tra le due città lombarde.

Ieri mattina i lavoratori bresciani dell'A2A sono tornati a protestare con quattro ore di sciopero davanti all’ingresso aziendale di via Lamarmora e davanti al termovalorizzatore con un presidio.

Come evidenziato da una nota delle segreterie di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil lo sciopero è stato indetto "perché, dopo la protesta del 2008 e gli impegni assunti dai vertici del gruppo, nulla o quasi è stato rispettato Anzi la società ha ritenuto di appesantire la situazione diradando gli incontri e preferendo la strada dell’imposizione, come nel caso del cambio del contratto per i lavoratori del ciclo idrico; oppure con la decisione unilaterale di chiusura della sede dall’8 al 21 agosto con relative ferie forzate senza poterne discutere e la continua disapplicazione di accordi locali e contratto nazionale”.

"Le quattro ore di astensione dal lavoro di questa mattina son o le prime di un pacchetto di 16 ore di sciopero che mettono sotto accusa lo scadimento delle relazioni industriali in A2A e chiedono all’azienda il pieno rispetto degli accordi". Secondo i sindacati l'adesione alla giornata di sciopero di ieri è stata altissima pari al 90%.

Sullo sciopero sono intevenuti con una nota di stampa anche il sindaco e il vicesindaco di Brescia, Adriano Paroli e Fabio Rolfi che aprono un dialogo con gli scioperanti:  “Per il Comune è doveroso ascoltare le forze sociali che rappresentano i lavoratori bresciani – hanno dichiarato sindaco e vicesindaco – affinché la mission di A2A venga rilanciata come un’opportunità di crescita anche per i lavoratori ex ASM. Crediamo si debba andare oltre la contrapposizione tra Brescia e Milano, recuperando le ragioni positive che hanno portato alla fusione e abbandonando le preoccupazioni, per non ricadere nelle solite inutili diatribe politiche. I problemi manifestati dalle forze sociali devono trovare un riscontro non solo da parte dell’azienda, ma anche da palazzo Loggia, per questo riteniamo corretto che ci sia disponibilità al confronto e al dialogo”.

“È nostro interesse – concludono – prestare la massima attenzione alle esigenze dei lavoratori bresciani: per questo nei giorni scorsi abbiamo incontrato i rappresentanti dell’azienda e dei sindacati, affinché, per valorizzare nel migliore dei modi il personale bresciano, si possa ricostruire un clima di fiducia che dal giorno della fusione, realizzata dalla precedente amministrazione di centro sinistra, sembra essere venuto meno”.
 

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