La città blindata per Mussolini, tutto rimandato: la cittadinanza rimane

Tanto rumore per (quasi) nulla: in meno di mezz'ora la maggioranza sceglie di rimandare tutto al post-elezioni. E Mussolini rimane cittadino di Salò

Soffia il vento della polemica nella città che fu capitale della RSI, Repubblica sociale, l'ultima tappa di un ventennale oblio tutto italiano. Niente è stato deciso, tutto è rimandato: toccherà alla prossima amministrazione (si vota alla fine di maggio) assumersi la responsabilità di revocare la cittadinanza onoraria Benito Mussolini, insignito di tale onorificenza il 23 maggio del 1924.

Tra poco più di un mese saranno passati 95 anni: un tema che ha a Salò ha sempre fatto discutere, ma tornato in auge da pochi giorni a margine della mozione presentata dal consigliere di minoranza Stefano Zane, in cui appunto si chiedeva, appunto al consiglio comunale, la revoca di una cittadinanza che insieme agli eventi di quegli anni “ha rappresentato uno dei momenti più bui della nostra storia”.

Atmosfera inedita a Salò

Ma quello che è successo lunedì sera a Salò, in tempi recenti, non s'era quasi mai visto. La città blindata: forze dell'ordine e camionette, polizia e carabinieri, agenti in anti-sommossa. Il consiglio comunale pieno di pubblico fino all'ultimo posto disponibile, addirittura la gente in piedi. E poi fuori dal municipio, altra gente ancora.

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