Sabato, 25 Settembre 2021
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Biomasse a Rodengo: il Consiglio si infiamma, ambientalisti espulsi

Accesa discussione nel corso del Consiglio Comunale di Rodengo Saiano: parla l'opposizione e il sindaco risponde, gli ambientalisti vengono allontanati. La questione rimane aperta, in attesa della sentenza del TAR

Movimentato Consiglio Comunale nella fitta nebbia di Rodengo Saiano, nell’aula magna del nuovo polo scolastico dedicato alle materne, proprio di fronte alle medie: l’ordine del giorno forse è un altro ma a centro tavola della discussione non poteva che finirci l’annosa questione della centrale a biomasse, da tempo contestata dai comitati e da parte dell’opposizione, inaugurata con qualche settimana d’anticipo e pronta ad entrare a pieno regime entro la metà del mese in corso, con pendenza al TAR inclusa. L’intervento inaugurale del sindaco Giuseppe Andreoli, le interpellanze e le interrogazioni, nel mezzo il presidio (all’interno della temporanea sala consiliare) del Comitato No Centrale a Biomasse e degli attivisti della Rete Antinocività Bresciana. Ma andiamo con ordine, almeno cronologico: la preoccupazione di Tiziana Porteri, consigliere di minoranza per SiAmo Rodengo Saiano, che fronte delle recenti analisi ARPA si dice un po’ perplessa, “sono state effettuate dopo cinque giorni di piogge abbondanti, mancano di un complessivo monitoraggio”, il rischio relativo alle polveri sottili, le PM2,5 ma anche meno, che pure l’ARPA stessa definisce come “quelle più nocive per la specie umana”.

“Chiediamo al Comune di intervenire in maniera decisa – ancora Porteri – perché l’unica vera priorità è la tutela della salute, è tempo di invertire la tendenza, è tempo di ridurre qualunque tipo di impatto”. E se per qualcuno il presidio interno è portatore di “tensione positiva” per qualcun altro di sicuro no: così il sindaco, mentre parla ai presenti di “cose concrete”, del patto dei sindaci firmato o quasi, del tavolo di confronto a cui parteciperanno il Comune e la Provincia, la proprietà dell’impianto e forse anche ARPA e ASL, e gli obiettivi dell’Unione Europea, la riduzione delle emissioni entro il 2020, “il piano di attuazione delle energie sostenibili”.

Al termine si alza un cartello, “stiamo esprimendo un ragionevole parere”, ripetono gli attivisti mentre vengono sollecitati ad allontanarsi, il sindaco incalza “la vigilanza”, prima di andare la stoccata ambientalista, “perché all’incontro non invita i cittadini e i comitati, perché vi rifiutate di rispondere”, e ancora una voce si alza, “è una vergogna che il sindaco non risponda ai propri cittadini”. L’atmosfera è già abbastanza calda, qualcuno se la ride e a tono ridotto mi dice “ci si diverte a Rodengo, sembra di stare a Zelig”, braccia incrociate per qualche minuto e poi la seduta riprende, tocca ad Alexander Nisi chiedere degli odori di Paradello, “i cittadini residenti in zona lamentano un forte disturbo olfattivo, forse sarebbe meglio un’ordinanza”.

Il sindaco risponde ancora, “sono già in attuazione le soluzioni previste dalla delibera della giunta regionale, il Comune è pronto ad attivarsi applicando la vigente normativa”. E’ passata più di un’ora, ce ne andiamo anche noi: ma prima un’ultima voce sommessa, sulla centrale in questione: “Lo sanno tutti che quando manca il combustibile da bruciare pur di far lavorare l’impianto si brucia qualsiasi cosa”. Staremo a vedere, e a sentire.

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