Maroni: "Migranti, manderemo l'Asl per controllare l'igiene"

Il governatore lombardo Roberto Maroni, in città per l'assemblea dei giovani imprenditori, propone la sua ricetta per fermare l'emergenza profughi

Viviana Beccalossi e Roberto Maroni a Palazzo Colleoni - Copyright © Bresciatoday.it

L'arrivo del governatore lombardo, nel pieno centro di  Brescia (palazzo Martinengo-Colleoni appena restaurato) non passa certo inosservato. Fuori dall'ex sede del tribunale camionette della polizia e agenti della Digos in borghese vigilano sulla sua sicurezza. Varcata la soglia del cortile del palazzo azzurro ad attendere Maroni c'è Viviana Beccalossi, fresca di rinvio a giudizio per diffamazione. Tra i due sembra esserci molta intesa, abbracci e convenevoli vengono immortalati dalle macchine fotografiche, prima che l'ex ministro dell'interno si conceda alle interviste di rito.

Oggetto delle domande il tema caldo dell'estate: l'emergenza profughi. E sull'immigrazione di massa, l'esponente della Lega Nord continua ad alzare il tiro e a proporre soluzioni alternative, rimangiandosi anche ciò che aveva dichiarato pochi mesi fa. “Il Governo deve sospendere il trattato di Schengen”, aveva detto il presidente della regione Lombardia, il 13 gennaio scorso. Dimenticatevi queste parole, nel frattempo le idee e le strategie sono cambiate.

“Chi ha detto di uscire da Schengen è Grillo, non sono io - ha specificato Maroni -. Io l'avevo proposto a Gennaio, ma solo per Expo, per ragioni di sicurezza. Per risolvere l'attuale emergenza profughi non servirebbe a nulla, perché i paesi del Nord Africa non fanno parte del trattato.”

Come fare, allora? “Fermare i flussi è l'unica soluzione. Quando ero ministro dell'interno, nel luglio del 2011 sono riuscito a fermare i barconi concordando con la Tunisia l'apertura di un campo profughi in loco. Renzi dovrebbe prendere un aereo e andare in America per chiedere alle Nazioni Unite di intervenire, mandando in Libia i caschi blu per costruire un campo profughi. È l'unica soluzione”.

Mentre risponde alle domande estrae fiero dalla tasca della giacca la lettera scritta ed inviata a tutti i Prefetti della Lombardia, mostrandola gongolante a favore di telecamera: “Ci manderanno 500 immigrati, ho chiesto alle prefetture di sapere se è vero, quando arriveranno e di potere conoscere il piano d'assegnazione. Mi piacerebbe sapere quali siano le strutture individuate per la loro accoglienza, per verificare se siano idonee dal punto di vista igienico e sanitario e mandare l'Asl.”

Insomma, la richiesta del governatore è sempre la stessa: “Un maggior coinvolgimento delle regioni e dei comuni nella gestione dell'emergenza, per evitare che i sindaci si trovino i profughi in piazza senza saperlo, com'è accaduto a Montebelluna (comune del Trevigiano) nei giorni scorsi”. Una storia che ricorda quella di Gavardo, dove il  mese scorso l'amministrazione comunale è stata avvisata con alcuni giorni di ritardo dell'arrivo di 16 migranti, ospitati da una struttura privata.

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