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Rimborsopoli: 6.700 € alla Rizzi per un soggiorno a Ponte di Legno

Le spese folli dei consiglieri regionali lombardi sotto la lente d'ingrandimento della Corte dei Conti: occhi puntati sui consiglieri leghisti, da Davide Boni (accusato anche di corruzione) alla camuna Monica Rizzi

Monica Rizzi alla presentazione del Giro della Padania

Non si placa lo tsunami dei rimborsi in Regione Lombardia, lo scandalo che coinvolgerebbe addirittura 64 tra consiglieri ed ex consiglieri per un fascicolo di spese gonfiate da decine e decine di migliaia di pagine, ora al vaglio della Corte dei Conti.

Nomi eccellenti nel taccuino, e la lente d’ingrandimento che negli ultimi giorni sembra puntata in particolare sugli esponenti della Lega Nord. Sfogliando il dossier, tra i consiglieri di area leghista infatti non mancano stipendi ‘pompati’ fino a superare i 35mila euro, e solo con i rimborsi benzina.

Oppure, come scrive il quotidiano Repubblica, spese fino a 10mila euro “per il volantinaggio della Lega a Lecco, garantiti al neogenero del capogruppo in Regione del Carroccio”. E se tra i più ‘spendaccioni’ non manca Davide Boni, ex presidente del Consiglio Regionale e pure indagato per corruzione, nella ‘lista nera’ ritorna anche il nome di Monica Rizzi.

La consigliera della Valcamonica facente parte del ‘cerchio magico’ di bossiana memoria, e proprio nella sua ‘valle di casa’ si fece rimborsare ben 5mila euro “per le sole spese di vitto”, sue e dei suoi accompagnatori, oltre ad un gruzzoletto di 1700 euro per un soggiorno a Ponte di Legno (questa volta tutto suo) all’Hotel Mirella, per “presentare il progetto delle infrastrutture sciistiche”.

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