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Migranti in Valcamonica: interrogazione parlamentare di Caparini

In Val Camonica, durante gli afflussi eccezionali dovuti alle guerre della primavera araba, in poco tempo sono state riempite tutte le strutture in grado di accogliere i profughi. Caparini ha chiesto alla Cancellieri un nuovo piano di "accoglienza diffusa"

In Lombardia ci sono 1.546 comuni, suddivisi in 12 province e vi risiede tra il 17 ed il 18 per cento dell'intera popolazione nazionale; questa percentuale è quella che determina il numero di profughi da accogliere sul nostro territorio: ciò significa che, ogni 10.000 profughi che arrivano e che avviano la procedura di richiesta dell'asilo, tra 1.700 e 1.800 dovranno trovare accoglienza in Lombardia.

La città di Brescia è al terzo posto, dopo Milano e Roma, per residenza di immigrati. In Val Camonica, durante gli afflussi eccezionali, in poco tempo sono state saturate tutte le strutture in grado di accogliere e assistere i profughi che hanno fatto richiesta d'asilo (rete SPRAR, cooperative sociali, comunità e centri di accoglienza, laici e religiosi);

Di fronte a questa emergenza, l'onorevole Davide Caparini, Lega Nord, ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministero dell'Interno Cancellieri per chiedere di individuare appropriate soluzioni al problema, "anche tramite la stipula di accordi tra Comuni, Regioni e Stato".


L'obiettivo, spiega Caparini, è quello "di una accoglienza diffusa tale da non determinare in particolari aree del Paese una concentrazione eccessiva di immigrati richiedenti asilo, ancor più nelle province che registrano un tasso di immigrazione superiore alla media nazionale".

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