Berlusconi stoppa Maroni al Pirellone. Bobo: "Il Cav pensa solo alle poltrone"

Maroni: "Il Cavaliere sbaglia perché ne fa una questione di poltrone e non di ideali, e i nostri non sono in vendita"

Silvio Berlusconi stoppa la Lega Nord, chiudendo le porte alla candidatura di Roberto Maroni al Pirellone perché "la Lega ha già la presidenza di due regioni importantissime", Veneto e Piemonte, "ed è impossibile che il Pdl possa rinunciare anche alla Lombardia".

Parole, contenute in un'anticipazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa, che mettono in discussione l'ipotesi di un'alleanza con il Carroccio e potrebbero far prendere quota a un appoggio all'eurodeputato Gabriele Albertini - il 'candidato forte' di Roberto Formigoni, sostenuto da Cl e da parte del Pdl lombardo - che si prepara a scendere in campo.

L'ex sindaco di Milano però ha ribadito che non sarà "il candidato del Pdl" e ha confermato la sua volontà di correre alle regionali "con una lista civica composta per il 60% dalla società civile e per una piccola parte da amministratori locali anche provenienti da partiti che hanno saputo lavorare con onestà ed efficienza".

Un progetto che comprenderà movimenti come 'Fermare il declino' di Oscar Giannino e 'Italia Futura' di Luca Cordero di Montezemolo, aperto a partiti come Fli e Udc, "già insieme nel Partito Popolare Europeo". Mentre tramonta l'ipotesi di una candidatura di Mariastella Gelmini, che ha confermato di non voler scendere in campo e ha proposto Albertini come "nome da spendere" all'interno del Pdl, lo stop di Berlusconi alla Lega Nord è stato accolto dalla soddisfazione di Roberto Formigoni ("Il Pdl sarà unito in Lombardia, Albertini è il candidato e con lui si vince") che ha annunciato l'inizio della campagna elettorale per l'ex sindaco di Milano a partire da lunedì.

Una presa di posizione che ha provocato la reazione di Roberto Maroni il quale, su Twitter, ha dettato la linea: "Sogno una Lombardia finalmente libera da mafiosi, affaristi e corrotti. Una Euroregione autonoma, anzi speciale".

Le distanze tra Lega e Pdl si fanno sempre più distanti e infatti Maroni, riprendendo una dichiarazione del parlamentare Marco Reguzzoni, secondo il quale il Cavaliere "sbaglia perché ne fa una questione di poltrone e non di ideali" ha rincarato la dose: "I nostri ideali non sono in vendita, e alla fine ride bene chi ride ultimo...". Con il segretario nazionale della Lega Lombarda il fedelissimo Matteo Salvini pronto a "lanciare una rivoluzione lombarda incarnata da Maroni",con una corsa della Lega in solitaria appoggiata eventualmente da liste di esponenti di centrodestra che "non hanno voglia di seguire Fini e Casini e non si riconoscono in Formigoni e in Albertini". "Puntiamo a vincere anche da soli" ha spiegato Salvini.

Di fronte a un centrodestra che discute sulle alleanze la coalizione targata Pd, Sel e Idv si prepara alle primarie del 15 dicembre, attraverso le quali verrà scelto il candidato del centrosinistra. Sul tavolo anche l'ipotesi di una corsa dei consiglieri regionali uscenti Pippo Civati e Fabio Pizzul, che hanno preso tempo per "valutare il da farsi". "Di fronte alle continue giravolte all'interno del centrodestra noi stiamo lavorando per le primarie mettendoci un impegno vero - ha spiegato il segretario regionale lombardo del Pd Maurizio Martina - e in questi giorni capiremo chi affronterà questa sfida fondamentale". Mentre il movimento 5 Stelle per ora sta a guardare: ma si prepara a entrare presto nell'arena con l'obiettivo di replicare in Lombardia l'exploit delle elezioni siciliane.
 

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