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Formigoni: "Urne a dicembre". Maroni: "Il Celeste si sta autorottamando"

Continua lo scontro al vertice tra gli alleati del centrodestra: al centro della contesa la data del voto e non solo. Intanto si apre un fronte interno al Pdl, che sembra voler scarica il governatore vicino a Cl

Roberto Formigoni non si vuole arrendere anche se nel suo match con la Lega e con Roberto Maroni, che mantiene il punto sull'election day in primavera, per andare a votare in Lombardia il prima possibile - già il 16 o il 23 dicembre - il Pdl lo lascia sempre più solo aprendo anche alle primarie di coalizione con il Carroccio, d'accordo i lumbard ma assolutamente contrario il governatore che apre un duro confronto anche con il suo partito.

"A me nessuno mi rottama" ha ripetuto due volte ai giornalisti. Ma secondo Maroni il presidente della Lombardia si é già autorottamato, anzi "la Lombardia si è autorottamata" con l'arresto dell'assessore Domenico Zambetti, accusato di aver comperato voti dalla 'ndrangheta. Il governatore ha assicurato che il 25 ottobre, legge elettorale varata o no, il Consiglio regionale si sciogliera'. Nessuna retromarcia su questo anche se il segretario del Carroccio ha continuato a dire che votare ad aprile, in contemporanea con le politiche, fa risparmiare 50 milioni.

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Per Formigoni sono di più i soldi che si perderebbero a stare tanto a lungo senza un governo, in una campagna elettorale lunga sei mesi. E ha aggiunto che la Presidenza del Consiglio è d'accordo ad andare al voto al più presto. Chi non è d'accordo sono però i suoi stessi compagni di partito. Dicembre "non è una data proponibile" per Mario Mantovani, il coordinatore regionale del Pdl che sente Silvio Berlusconi due volte al giorno. E anche il coordinatore nazionale Ignazio La Russa è "contrario a un voto subito perché di mezzo non abbiamo solo il Natale, ma anche la doverosa necessità di evitare scambi e rotture traumatiche con la Lega addebitabili a noi".

Il rapporto con il Carroccio è la preoccupazione maggiore del Popolo della Libertà che vuole evitare di consegnare al centrosinistra una Regione simbolo per entrambi, per non parlare del governo del Paese. Anche per questo sia Mantovani, sia La Russa sono disponibili a delle primarie di coalizione per scegliere il candidato al Pirellone. E anche il vicepresidente della Camera, Marizio Lupi, vicino a Cl ha detto di considerarle "un segnale importante". Una sfida che anche Maroni accetta "volentieri".

E' Formigoni che le considera "uno scherzo", anzi "la fine del Pdl" perché farebbero "scappare a gambe levate gli ultimi dei nostri elettori". "Ritengo che la collaborazione con la Lega possa continuare - ha spiegato -. Penso solo che il prossimo candidato non possa essere un leghista" visto che è stato il partito di Maroni a far cadere la giunta. E per lui il nome giusto del suo successore è quello dell'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. Ormai è un braccio di ferro. Formigoni ha ottenuto lunedì un impegno scritto dei consiglieri Pdl a dimettersi e ha detto che giovedì della prossima settimana consegneranno le dimissioni al protocollo.

Ma tre non hanno firmato e l'ex assessore Stefano Maullu ha fatto retromarcia dicendo che spetta al limite a Formigoni lasciare. C'é chi teme che altri possano defilarsi. E se non saranno almeno 41 a dimettersi in contemporanea il Consiglio non si scioglierà Il presidente ha promesso di fare "altri contropiede" e il primo è arrivato nel pomeriggio di ieri quando ha chiesto al presidente del Consiglio regionale, Fabrizio Cecchetti, di convocare una seduta per lunedì pomeriggio.


Motivo: comunicazioni del governatore. Molto probabilmente sarà l'occasione per presentare la nuova giunta, anche perché il presidente ieri mattina ha detto che proprio "entro lunedì" darà vita alla nuova squadra. Quanto resterà in carica è ancora da vedere. Certo votare a dicembre costringerebbe tutti i partiti a fare le corse, dovendo rinunciare anche alle primarie per la mancanza dei tempi tecnici. L'unico ad essere pronto, per ora, sembra Roberto Formigoni.

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