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Regione, cercasi candidato per la sinistra: anche Corsini nel totonomi

Dopo il NO di Umberto Ambrosoli, continua il totonomi per la candidatura al Pirellone nel centrosinistra. Tra le possibili scelte, dopo Tabacci e Civati, spunta il nome di Paolo Corsini, ex sindaco della nostra città

Il no di Umberto Ambrosoli alla candidatura per il Pirellone nel centrosinistra non è ancora stato digerito. Anche se nelle dichiarazioni ufficiali viene espresso un semplice rammarico, sono in molti quelli che sottolineano la mancanza di coraggio e di fantasia, che in politica sono necessari, da parte del figlio di Giorgio Ambrosoli.

Certo - è il ragionamento dei più - è legittima la richiesta di garanzie e di tempo per costruire il programma ma non è possibile pensare che tutto possa essere costruito a tavolino. Ci vuole, appunto, coraggio e un po' di irrazionalità per scommettere nella vittoria. Tramontata la possibilità di avere un candidato anche simbolicamente forte e rappresentativo, al punto che anche l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, possibile candidato al Pirellone per il centrodestra si augura un suo ripensamento, ora la coalizione, che da mesi chiede le dimissioni di Roberto Formigoni, rischia di non essere pronta all'appuntamento elettorale che non sarà a dicembre come avrebbe voluto il presidente della Regione, ma sicuramente in data ravvicinata (gennaio-febbraio).

Se Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, insiste nel sostenere l'idea di un 'patto civico', che tradotto vuol dire un candidato della società civile, a questo punto sembra più probabile che il nome del candidato esca dalle primarie. Sfumato Ambrosoli, però, sembra difficile trovare qualcuno di altrettanto rappresentativo.

Tra l'altro se la scelta sarà affidata alle primarie è necessario che quanto prima venga decisa la data della consultazione, tenendo presente che per quelle nazionali le date sono già state fissate: il 16 novembre il primo turno e il 2 dicembre l'eventuale ballottaggio. Sembra improbabile che venga decisa come data per le primarie regionali il 16 dicembre, ultima data utile prima di Natale.

Il rischio, infatti, è che dopo quelle nazionali alle primarie regionali vada pochissima gente, per cui l'unica possibilità è quella di accorparle all'eventuale ballottaggio del 2 dicembre. Se non ci dovesse essere, quanto meno, la macchina organizzativa sarebbe sempre la stessa delle nazionali. I nomi in campo, a questo punto, sono sempre gli stessi: l'ex rottamatore e consigliere regionale Pippo Civati, il primario di ginecologia della clinica Mangiagalli di Milano Alessandra Kustermann e Bruno Tabacci, già candidato alle primarie regionali e attuale assessore della giunta Pisapia.


Un altro possibile candidato potrebbe essere Onorio Rosati, ex segretario della Camera del Lavoro di Milano, oppure Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia. Nell'area di Renzi, invece, i nomi più gettonati sono Giorgio Gori, Alessandro Alfieri e il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini. Appare improbabile che scenda in campo un leader nazionale per sfidare Roberto Maroni, segretario della Lega, in caso passi la sua candidatura. A differenza della Lega e del Pdl, infatti, il centrosinistra in Lombardia ha diversi parlamentari ma nessuno di spessore nazionale.

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