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Lombardia: l'incognita sulla data del voto divide il Centrodestra

Il centrodestra si divide sulla data del voto per il Pirellone. Formigoni propone regionali e politiche in date diverse, Maroni vuole l'election day facendo cadere il governo Monti

Non sono ancora archiviate le primarie per decidere il candidato premier, che il centrosinistra già pensa alle consultazioni del 15 dicembre per scegliere il suo candidato governatore in Lombardia, mentre il centrodestra si divide sulla data del voto per il Pirellone.

L'ipotesi di elezioni il 10 febbraio, insieme al Lazio, piace al candidato della Lega Roberto Maroni che ha proposto ad Angelino Alfano un election day con le politiche facendo cadere il governo Monti prima del tempo, mentre un altro candidato del centrodestra, Gabriele Albertini, pur "favorevole" alle regionali in febbraio, non vuole elezioni politiche anticipate.

Far cadere il governo, sarebbe un errore anche secondo Roberto Formigoni che propone due election day: uno a febbraio per le regionali in Lazio, Lombardia e Molise e uno il 7 aprile (o quando fisserà il voto il presidente della Repubblica) per le politiche e le amministrative, a partire dalle comunali di Roma. Chi dice assolutamente no alle regionali a febbraio è il coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, perché "andare a votare in pieno inverno nelle regioni del Nord sarebbe difficoltoso".

Eventuali elezioni regionali prima di marzo, in effetti, complicherebbero il quadro per il centrodestra con il Pdl che si trova a dover decidere del proprio futuro anche a livello nazionale. "Il nostro obiettivo è tenere insieme tutto il centrodestra" ha ribadito Mantovani all'assemblea regionale costituente dei Cristiano Popolari, che hanno spiegato di essere pronti a presentare una propria lista e forse anche un candidato presidente. Tutto il centrodestra significa anche il Carroccio. Ma su questo Formigoni è inamovibile.

"Massimo rispetto per Maroni e massima volontà di collaborazione con la Lega Nord ma - ha ribadito - la candidatura di un leghista in Lombardia non é politicamente praticabile". Maroni comunque è pronto a fare un accordo anche solo con una parte del Pdl. "Io resto candidato alla Regione Lombardia - ha sottolineato -. Ho il mandato per costruire una coalizione. Se il Pdl, o parte del Pdl, mi appoggia, bene. Ma in cambio nulla".

Intanto il centrosinistra si prepara alle primarie del 15 dicembre. Anzi, le primarie nazionali di ieri sono state un'occasione per informare in tutti i 1.508 seggi del prossimo appuntamento con volantini e poster con scritto 'Primarie per la Regione. Scegli tu il candidato Presidente. Disegniamo insieme la Lombardia'.


Un invito a votare alle primarie del patto civico in cui si sfidano il favorito Umberto Ambrosoli, figlio del liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona ucciso nel 1979, la ginecologa Alessandra Kustermann e il giornalista Andrea Di Stefano. Probabilmente il numero dei seggi alle primarie regionali sarà leggermente inferiore rispetto a ieri. Non ci saranno ad esempio, visto il freddo in arrivo, i seggi all'aperto, in tutto una decina, allestiti a Milano in questa tornata.

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