Quarantacinque nuovi profughi negli hotel della stazione

In tutto, quelli che finora hanno trovato accoglienza a Brescia sono 70, quasi tutti di giovane età, originari di Nigeria, Ciad, Mali e Ghana

Quarantacinque nuovi profughi in città, alloggiati all'NH Hotel di viale Stazione, e altri 10 trasferiti a Monte Campione. In tutto, quelli che finora hanno trovato accoglienza a Brescia sono 70, quasi tutti di giovane età, originari di Nigeria, Ciad, Mali e Ghana. L’albergo si è reso disponibile per convenienza, dato che siamo in un periodo di“bassa stagione”, rispondendo all’appello dell'Associazione albergatori bresciani, parte della cabina di regia milanese che coordina in regione i flussi dei rifugiati.

Naturalmente, quando si parla di profughi in un territorio dove la Lega si trova al governo, le polemiche non possono mancare. Questa volta il botta e risposta è stato con la Cigl di Brescia che, in un comunicato, sottolinea come “tutte le istituzioni della Repubblica responsabilmente si impegnano ad affrontare questa emergenza umanitaria con spirito di leale collaborazione e solidarietà. Ciò impegna tutti i livelli della Repubblica ad essere coerenti e conseguenti a scelta politica. Il Comune di Brescia ha confermato la mancanza di disponibilità a fornire assistenza a questi profughi anche nei minimi bisogni e a fornire loro almeno una adeguata tutela legale, nonostante uno Sportello Rifugiati tuttora operante”.

“Ci risulta che il Comune di Bergamo - si legge ancora - abbia assunto un atteggiamento decisamente differente, accogliendo 60 persone in città in un sistema di accoglienza diffusa sul territorio in collaborazione con la Caritas locale e del mondo del volontariato. Perché a Brescia non è possibile fare altrettanto? Nei prossimi giorni l'Ufficio Rifugiati della Cgil insieme a agli operatori della Coop. K-Pax di Breno, distribuirà ai profughi presenti in città una guida multilingue per dare loro un orientamento rispetto alla procedure per accedere alla richiesta di  riconoscimento della protezione internazionale”.

Il vicesindaco Fabio Rolfi, in risposta al comunicato, ha definito “improvvida” la scelta di far alloggiare i rifugiati in un hotel della stazione, dato che questa scelta, a suo giudizio, “va nella direzione opposta rispetto al progetto di riqualificazione e miglioramento della vivibilità del quartiere della stazione: un obiettivo che questa amministrazione sta perseguendo con scelte coerenti e azioni concrete. Non è possibile scaricare questi problemi sulle spalle delle comunità locali. Continuo quindi a ribadire la contrarietà assoluta dell’Amministrazione comunale di Brescia a questa scelta e auspico che, come annunciato, la collocazione sia temporanea e si risolva in poche settimane. La commissione preposta a valutare le domande di asilo sta facendo riunioni a singhiozzo. Mi auguro che inizi a lavorare con maggiore celerità, in modo tale da individuare subito gli immigrati che possono beneficiare dell’asilo politico e rimandare a casa gli altri”.

E ha aggiunto, concludendo: “in merito alle solite polemiche inutili e strumentali degli esponenti della Cgil registriamo l’ennesima sparata di un sindacato che ormai dimentica totalmente i lavoratori bresciani. Presa in considerazione la loro predilezione a difendere esclusivamente gli immigrati, meglio se clandestini, non vogliamo toglier loro il privilegio di occuparsene direttamente”.

Diciannove profughi provenienti dal Ciad in via Valcamonica

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