rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
Politica

Primo Maggio, migliaia in piazza: "Basta guerra e basta morti sul lavoro"

Il corteo ha attraversato le vie della città

Ancora una volta da Piazza della Loggia si alza un grido: “Il Primo Maggio non è un giorno di riposo, ma il giorno in cui ricordiamo le lotte che combattiamo da più di un secolo. La nostra oggi è una battaglia di civiltà: zero morti sul lavoro, questo è l’obiettivo che deve accumunare tutti, senza bandierine di parte, senza se e senza ma. Brescia è una delle tante zone rosse per infortuni e morti sul lavoro: una scia di sangue che può e deve essere evitata. Dietro ogni morto c’è un amico, un collega, un padre, un fratello. Prima del profitto ad ogni costo, vengono le persone”.

Il corteo del Primo Maggio

Alla faccia del ponte e delle nefaste previsioni meteo, lunedì mattina a Brescia erano comunque più di 3mila i manifestanti per il tradizionale corteo del Primo Maggio, la chiamata alle “armi” di lavoratori, studenti e pensionati di tutta la provincia per celebrare la Giornata internazionale dei lavoratori istituita ancora nel XIX secolo dalla Seconda Internazionale. Il folto serpentone è partito come sempre da Corso Garibaldi, ha attraversato le vie del centro cittadino fino a sfiorare Piazza Vittoria: due i comizi in programma, quello dei sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) in Piazza Loggia, quello dei Circoli operai di Lotta Comunista in Piazza Mercato. 

Il comizio in Piazza Loggia

Una festa di bandiere – tantissime le altre sigle presenti, dai Cobas agli antagonisti ai partiti e movimenti di sinistra (e non solo: avvistati anche i 5 Stelle e, in prima fila in piazza, la vicesindaca Laura Castelletti) –, di striscioni e canti e cori (su tutti l’Internazionale), di volti e di sorrisi, di giovani e lavoratori, immigrati e bresciani, migliaia di coccarde rosse sul petto. È forse la Brescia più bella, ma che non si scorda di quanto c’è ancora da fare: “Come ridare dignità ai lavoratori stranieri, spesso dimenticati: solo a Brescia convivono 146 nazionalità diverse”, è stato detto ancora da Piazza Loggia.

“Una città che si merita il titolo di capitale della Cultura – le parole di Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia a cui sono state affidate le conclusioni del comizio in Loggia – ma che è anche, da sempre, capitale del lavoro. Dopo le tante assemblee unitarie che stiamo svolgendo nei luoghi di lavoro e nei territori, anche con appuntamenti come quello di oggi continuiamo il nostro percorso unitario di mobilitazione. E continueremo a mobilitarci, a scendere in piazza, perché lo dobbiamo ai milioni di donne di uomini del mondo del lavoro, anche per chi lo sta ancora cercando”.

Primo Maggio 2023 a Brescia - Foto © Antonio Rinetti

Il comizio in Piazza Mercato

La ferma opposizione alla guerra è la parola d’ordine del comizio di Lotta Comunista. “Più che mai oggi – è stato detto – abbiamo bisogno di lotta e impegno, contro chi ci vorrebbe rassegnato e assuefatto alla barbarie di questo mondo. Le bandiere rosse e il Primo Maggio rappresentano una prima opposizione a tutto questo, così come lo è il volontariato solidale dei Circoli operai, a fianco di lavoratori e studenti e immigrati, la risposta concreta a razzismo e xenofobia, la risposta di classe e di umanità alla loro sporca politica, la stessa per cui si possono far morire giovani, donne e bambini e 100 metri dalla costa, solo per un pugno di voti”.

“Noi ci opponiamo alla civiltà della morte – è proseguito il comizio – che spinge giovani ucraini e giovani russi a spararsi addosso e uccidersi: ma potrebbe succedere anche ai giovani di queste piazze, l’Europa e il mondo intero sono ormai una polveriera. È troppo comodo dirci che ci sono buoni e cattivi, aggressori e aggrediti: l’unico aggressore è la borghesia, l’unico aggredito il proletariato. La guerra non scoppia per caso, non è la colpa di uno o dell’altro: la guerra è il capitalismo, e quella in Ucraina ci ricorda le guerre balcaniche che fecero deflagrare il primo conflitto mondiale. È l’imperialismo che per sua natura utilizza la guerra, per regolare i suoi conti sporchi di sangue: ogni anno, in armi, si spendono 280 dollari a testa per ciascun abitante del pianeta, compresi i bambini. Con un decimo di questa spesa si potrebbe risolvere la fame nel mondo, un dramma che attanaglia ancora oggi più di 800 milioni di persone e 60 milioni di bambini. La soluzione ai mali del mondo? Una società senza classi e senza Stati”.

Immancabile il saluto dei giovani internazionalisti che vivono, studiano e lavorano a Brescia: sul palco ragazzi da Bolivia, Moldavia, Albania, Filippine, Nigeria, Turchia, Egitto. “Workers of all country, unite”: applausi scroscianti, bandiere rosse, pugni chiusi. Per oggi è giusto così.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Primo Maggio, migliaia in piazza: "Basta guerra e basta morti sul lavoro"

BresciaToday è in caricamento