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"Contro guerre e sfruttamento": 3000 persone in piazza per il Primo Maggio

Più di 3000 persone anche quest'anno a Brescia per il Primo Maggio, la Festa dei Lavoratori che viene celebrata in tutto il mondo. Dalla guerra al Jobs Act, i migranti e giovani: "Contro la violenza e lo sfruttamento"

Le coccarde rosse hanno riempito la città: i dati ufficiali sono da confermare, ma pare che anche quest’anno più di 3000 persone abbiano riempito le strade di Brescia per celebrare la festa del Primo Maggio. Lavoratori, studenti e pensionati: tutti in fila nel lungo corteo che da Piazza Garibaldi è partito unito, sull’eco delle note dell’Internazionale Socialista, per poi dividersi (come di consueto) nei tre spezzoni che caratterizzano la coloratissima parata bresciana (nonostante il cielo grigio).

Il corteo dei sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil: un migliaio di persone alla partenza, circa 2000 in piazza), quello di Lotta Comunista (un migliaio) e quello degli antagonisti capitanati dal Magazzino47 (qualche centinaio di persone, si rileva il curioso ritorno delle bandiere del vecchio PCI, quelle su sfondo tricolore). Tematiche comuni: i venti di guerra “che si sollevano da Oriente a Occidente”, i giovani e il lavoro.

Sul palco principale, in Piazza Loggia, salgono in cattedra gli operai della Stefana: “Un anno fa eravamo qui a lanciare il nostro grido d’allarme, ma oggi (con gioia) possiamo dire che nessun lavoratore è stato licenziato. E dove sono i politicanti che ci dicono che il sindacato non serve più? Che vengano in Via Bologna a Nave, che vengano a vedere cosa è riuscita a fare la Fiom”.

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