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Primo Maggio: tre cortei per la città, tra Europa e morti sul lavoro

Tanti i temi che verranno affrontati nella giornata del Primo Maggio di Brescia: come ogni anno saranno tre i cortei ad occupare le vie della città. Comizi separati in Piazza Loggia, Piazza Mercato e Piazza Rovetta

Si rinnova anche a Brescia l’appuntamento con la Festa dei Lavoratori del Primo Maggio: mai come oggi una giornata di lotta, in un momento in cui le soluzioni alla crisi di ristrutturazione occidentale sembrano colpire i ‘soliti noti’, quei lavoratori dipendenti che in tutto il mondo hanno raggiunto e superato i due miliardi di unità.

La forza del numero, che spesso però si trova a far fronte ad una mancanza d’organizzazione. Questo il tema portante del corteo principale, quello organizzato dai sindacati CGIL, CISL e UIL, che partiranno da Piazza Garibaldi fino a chiudere, come sempre, con un comizio unificato in Piazza della Loggia.

Chiaro il riferimento al ritardo continentale di un vero sindacato europeo, con richiamo ‘obbligato’ alle prossime elezioni d’Europa: “Più lavoro e più Europa uguale più solidarietà”. In ricordo del quarantennale della strage di Brescia sarà deposta una corona di fiori, poco prima dell’intervento conclusivo di Annamria Furlan, della segreteria CISL. Si parlerà, sicuramente, anche di Job Act.

Altri due cortei mobiliteranno la città, e per tutta la mattinata. Centinaia e centinaia di persone sono attese per il comizio internazionalista (in scena in Piazza Mercato) organizzato dai Circoli Operai e dai Comitati Studenteschi che fanno capo a quello che anche Repubblica ha definito “il partito più vecchio d’Italia”, Lotta Comunista. Dal palco intervento di operai e lavoratori della provincia, oltre che il consueto saluto in varie lingue dei giovani simpatizzanti.

Primo Maggio: la
cronaca di una giornata

In ultimo il corteo antagonista, trascinato dal Magazzino 47 e dal Kollettivo Studenti in Lotta. Una giornata di mobilitazione, spiegano, per riaffermare “le parole d’ordine che oggi uniscono i movimenti contro la gestione neoliberista della crisi, contro la precarietà e contro le devastazioni ambientali”. Sarà inoltre annunciata la manifestazione del 10 maggio prossimo, “contro austerity e precarietà per una sola grande opera: casa, reddito, salute e dignità per tutti”.

Il tema del lavoro sarà al centro dell’intera giornata bresciana. Altro richiamo ‘obbligato’ alla tragedia quotidiana delle morti bianche in Italia: lo scorso 20 aprile l’Osservatorio Indipendente di Bologna ha annunciato “una Pasqua di morte per chi lavora”, con 165 decessi sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno: mai così tanti, spiega Carlo Soricelli, da quando nel 2008 venne aperto l’Osservatorio.

Non sarà dimenticata neanche la tragedia del Rana Plaza, in Bangladesh, dove poco più di un anno morirono quasi 1200 occupati nel tessile a seguito del crollo di una fabbrica. Le stesse condizioni, ha ricordato il Centro Buonarroti nel corso dell’ultimo incontro sul tema organizzato con la CGIL, dell’Inghilterra raccontata da Engels, dell’America dei Martiri di Chicago, "un canovaccio tragico che si ripeterà sempre, in una società incatenata dalle necessità del profitto". In tempi recenti, in Italia, il sacrificio ‘forzato’ dei lavoratori di Prato, morti in un incendio, o degli operai dell’Emilia a cui è letteralmente crollato addosso un capannone.

Otto ore per lavorare, otto ore per svagarsi, otto ore per dormire. Un motto che il Primo Maggio non è più solo tale, ma diventa un obiettivo “chiaro e comune, in tutto il mondo".

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