“Paese a tradizione Cristiana: chi non la rispetta può andarsene”

Nuova cartellonistica stradale a Pontoglio: da pochi giorni il Comune della Bassa viene segnalato come “un paese a cultura occidentale e di tradizione cristiana”. Inevitabili le polemiche: la donna “inserita negli usi e costumi”

Fonte: Facebook

Non solo presepi e alberelli nella provincia bresciana: da pochi giorni il Comune di Pontoglio è ufficialmente – almeno così recitano i nuovi cartelli color marrone, e quindi quelli riferiti a località turistiche o culturali – “un paese a cultura Occidentale e di profonda tradizione Cristiana”. E non finisce qui, c'è anche il sottotitolo: “Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”.

Respiro di sollievo per protestanti, ortodossi, animisti, evangelici, forse pure per i testimoni di Geova e per gli omosessuali avventisti del Settimo Giorno: la tradizione di Pontoglio è cristiana, e non solo cattolica. Un paese dove, a quanto pare, le chiese traboccano di fedeli, la bestemmia è davvero viltà e vergogna, il presepe sta in ogni casa e, naturalmente, il venerdì solo pesce.

Niente scherzo, è tutto vero: “L'iniziativa rispetta le linee programmatiche di inizio mandato – dichiara il sindaco di Pontoglio, Alessandro Seghezzi –. E' un invito a rispettare la cultura e le tradizioni locali. Una cultura che si fonda sul rispetto reciproco: dalla donna alla musica, dall'arte ai costumi, dalle usanze ai riti tradizionali. Il rispetto degli altri è per noi la prima vera forma di civiltà e libertà”. E infatti chi non è d'accordo “è invitato ad andarsene” (ma con rispetto, si capisce).

Sul caso è intervenuta anche il vicesindaco di Brescia Laura Castelletti: “Pensavo di vivere in uno Stato laico - si legge sulla sua pagina Facebook -. Ero pure convinta che in Italia non ci fosse religione di Stato e non sapevo che la donna potesse essere inserita negli usi e costumi di un Paese”. Da qui a Natale fioccheranno le polemiche, in assenza di neve.

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