Pisogne: i Carabinieri sgomberano con la forza il Kag occupato

Maxi blitz delle forze dell'ordine, in Via Neziole a Pisogne con circa un centinaio di agenti (tra cui 70 Carabinieri) per sgomberare il centro sociale Kag occupato dai primi di gennaio. Sabato 17 una nuova manifestazione

Lo stabile sgomberato

La prova di forza, in fondo, era nell’aria. Qualcuno se l’aspettava in grande stile, qualcun altro un po’ meno. Fatto sta che martedì mattina alle 8 in punto, con la strada Provinciale già chiusa dalle forze dell’ordine, in Via Neziole a Pisogne sono intervenuti quasi un centinaio di agenti, di cui una settantina di Carabinieri in tenuta antisommossa, arrivati anche da Milano.

Per sgomberare il Kag, il centro giovanile (auto)gestito da gruppi di stampo antagonista e che dal 3 gennaio scorso era occupato: il sindaco Diego Invernici ne aveva infatti ordinato lo sgombero causa “inagibilità verificata dallo stabile”. I ragazzi avevano risposto con un’occupazione, per “difendere i nostri spazi sociali”.

Tensione alta, anzi altissima. Fino al blitz di martedì mattina: i Vigili del Fuoco hanno ‘scassato’ le vetrate vicino all’ingresso, i Carabinieri hanno portato via uno ad uno i ragazzi del Collettivo, rimasti seduti con gli occhi fissi nel vuoto, quasi una forma estrema di resistenza passiva.

La storia non finisce. Il 17 gennaio è già stata annunciata una manifestazione, al grido di “Vogliamo uno spazio!” ma soprattutto “Via da Pisogne il sindaco fascista”. Non manca la solidarietà, arrivata anche da Brescia: alla mobilitazione di sabato non mancheranno Radio Onda d’Urto, il Magazzino 47, Diritti per Tutti e il Kollettivo Studenti in Lotta.

“Siamo solidali e complici – si legge in un comunicato – con quel gruppo di giovani della Valle che ha deciso di non subire passivamente le politiche imposte dall’ennesimo sindaco sceriffo, che tenta di mettersi di traverso sulla strada dell’autogestione e della conquista di spazi sociali”.

Un primo cittadino che comunque non fa passi indietro: “Non scenderemo mai a patti – ha concluso Invernici – con chi ha violato la legge”. Sabato pomeriggio altro capitolo: la (rumorosa) querelle continua.

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