Anche Lozio in marcia a Milano contro la manovra

Breve intervista al sindaco Antonio Giorgi, presente con gli altri Comuni bresciani alla manifestazione di protesta contro il decreto che taglia i fondi agli enti locali, piccoli Comuni compresi: "Una buffonata"

La protesta milanese dei sindaci dei Comuni grandi e piccoli di tutta Italia potrebbe essere stato l’ultimo capitolo dell’annosa questione relativa ai pesanti tagli agli enti locali, ora trasferiti alle Province le quali entro breve dovrebbero scomparire, dalla prima all’ultima. Ci siamo occupati dei piccoli Comuni cosiddetti a rischio, ieri presenti in gran numero alla manifestazione di Milano, Comuni bresciani compresi: da Provaglio Val Sabbia a Lozio, buona parte dei 27 chiamati in causa non ha esitato a scendere in piazza per difendere le proprie tradizioni e la propria identità. Abbiamo intervistato proprio il primo cittadino di Lozio Antonio Giorgi, piccolo Comune della Valcamonica che ha poco meno di 400 abitanti ma che occupa in realtà l’intera valle omonima.

Il decreto è stato modificato, ma che sensazioni ha provato quando ha saputo di essere sindaco di un Comune a rischio?

L’effetto non è stato dei migliori. Ma l’articolo 16 del decreto è destinato a scomparire, visto anche la mobilitazione che abbiamo fatto ieri a Milano con i sindaci d’Italia. Diciamolo chiaro, una buffonata di questo tipo non poteva essere espressa in un decreto legge! Far credere agli italiani che tagliando 54mila poltrone di sindaci e consiglieri comunali che costano poco o niente non è senz’altro la soluzione migliore ai problemi della nostra nazione.

La soluzione più naturale è quella dell’unione dei servizi, che in Valcamonica è operativa da tempo..

In Valle Camonica i servizi sono gestiti al 90% dalla comunità montana: quelli che restano dalle unioni dei Comuni. Ma al di là della nostra valle, dove tutto è gestito bene, si può parlare anche delle realtà del Garda o della Valtrompia. Le comunità montane gestiscono quasi tutto, dalla raccolta rifiuti all’assistenza.. gli unici servizi che non si riescono a gestire insieme sono proprio quelli derivati dallo Stato, segretari comunali, convenzioni.. Per quello che riguarda il resto dei servizi, in paesi come il nostro e in altri che conosco, siamo ormai arrivati all’eccellenza.

Sembra quasi che da Roma abbiano voluto cercare un capro espiatorio per tutti i problemi di bilancio. Lei che ne pensa?

Io proporrei una legge per cui chi vuole candidarsi al Senato o al Parlamento, ma anche alle varie amministrazioni regionali o provinciali, debba almeno aver fatto l’assessore in un qualsiasi Comune. Quando si prendono degli incompetenti e si mettono al potere succedono cose come questa e si discutono decreti come questi: non sono certo i piccoli Comuni a mandare in malora un Paese.

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